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Niente assegno alla laureata disoccupata che torna da mammà

Il tribunale di Roma applica l'addio della Cassazione al criterio del tenore di vita: pesano la plusvalenza sulla casa venduta e la scelta di trasferirsi per abitare gratis al Sud, dove non c'è lavoro

Anche il tribunale di Roma applica il revirement della Cassazione introdotto con la sentenza 11504/17, secondo cui non scatta l'assegno divorzile se il richiedente viene meno all'onere di dimostrare che non è indipendente economicamente. È allora escluso il contributo economico a carico dell'ex in favore della donna in età lavorativa che risulta disoccupata e lascia la Capitale per tornare dalla madre in una città del Sud, dove scarseggiano le occasioni di lavoro: si tratta di una decisione unilaterale le cui conseguenze non possono che ricadere su chi ha fatto quella scelta di vita. È quanto emerge dalla sentenza 12899/17, pubblicata dalla prima sezione civile dell'ufficio giudiziario più grande d'Europa, che pure in precedenza ha applicato la sentenza-manifesto degli "ermellini" soltanto laddove ribadisce la natura assistenziale dell'assegno divorzile (cfr. "In barba alla Cassazione lui che ora ha un altro figlio versa l'assegno perché l'ex deve pagare il mutuo", pubblicato il 17 luglio scorso ).

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