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Le regole della seduzione e le tecniche variabili

Le donne sono oggetto del desiderio involontariamente o sfruttano il corpo con cognizione per giungere là dove hanno deciso di arrivare?
È appena morto Hugh Hafner, il creatore di Playboy, che a quanto si dice ha liberato l'America dal bigottismo creando le sue note conigliette, donne bellissime che hanno posato per le copertine del suo giornale. In tanti anni vita ha mostrato l'universo femminile della seduzione a partire dal primo numero della rivista che mostrava l'icona eterna: Marilyn Monroe.
Mi pongo da anni questa domanda senza mai trovare una risposta definitiva, ma prima o poi devo riuscirci non posso rimanere nell'eterno dilemma. Facendo una lucida analisi dei nostri comportamenti, mi metto pure io visto che non sono solo una filosofa ma anche una femmina, dobbiamo ammettere che l'avvenenza, l'abito scollato al punto giusto e il tacco 12 sanno dare un piccolo aiuto ai progetti da realizzare.
Allora siamo noi gli oggetti o gli uomini degli imbambolati che appena vedono qualcosa in più cedono e ci lasciano, se pur temporaneamente, prendere in mano lo scettro del potere?
Un conto è andare a lavorare eleganti e femminili e un conto usare la seduzione del corpo, sono due cose diverse. Concludo, per ora, dicendo che se vogliamo aiutare a smantellare la cultura maschilista che ci considera oggetti di consumo dobbiamo mettere in soffitta certi aggeggi del desiderio e imparare a sedurre, nel senso puro di condurre a sé, solo con la mente. Quanto a Playboy: lasciamo che vada in pensione insieme alle sue conigliette.

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