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Niente addebito alla moglie che lascia la casa coniugale per una pausa di riflessione

L'allontanamento non può essere considerato un atto arbitrario e illegittimo contrario ai doveri del matrimonio soprattutto se si accordano per un contributo al fine di superare la crisi - Sentenza, 14 ottobre 2017

Niente addebito della separazione alla moglie che lascia la casa coniugale per una pausa di riflessione se il marito, nel tentativo di superare la crisi, accetta di versarle un contributo economico per favorire l'esodo. In questa ipotesi, infatti, l'allontanamento della donna non può essere considerato un atto arbitrario e illegittimo contrario ai doveri del matrimonio.

Lo ha affermato il tribunale di Asti con la sentenza 749 del 2017 che ha disposto la separazione giudiziale tra due coniugi. In causa entrambe le parti hanno chiesto di dichiarare la separazione con addebito all'altro. La donna, inoltre, ha domandato il riconoscimento di un assegno di mantenimento e l'assegnazione di una porzione della grande casa familiare, mentre l'uomo ha chiesto di accertare che la moglie non aveva diritto ad alcun mantenimento essendo economicamente autosufficiente.

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