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Milano, 8 novembre - Il Diritto al linguaggio responsabile La sfida della semplicità

8 novembre 2017 - ore 9/12,30 Sala del Grechetto - Palazzo Sormani Via Francesco Sforza 7 - Milano



Saluti:

Dott.ssa Anna Scavuzzo, Vice Sindaco Comune di Milano
Avv. Remo Danovi, Presidente Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano
Avv. Anna Losurdo, Componente Consiglio Nazionale Forense, C.N.F.
Avv. Elisabetta Silva, Presidente Associazione Donne Giuriste Italia, A.D.G.I. Milano
Dott. Gianni Clocchiatti, Consulente di direzione, fondatore di Eticrea e FronteVerso
Dott.ssa Diana De Marchi, Consigliera comunale, Presidente Commissione Diritti civili
Comune di Milano
Avv. Simonetta D'Amico, Consigliera comunale, Socia A.D.G.I. Milano

Presidenza e coordinamento lavori:

Avv. Ileana Alesso, Vice Presidente Associazione Giuriste Italia, A.D.G.I Milano e
fondatrice di FronteVerso

Relazioni:

Se le parole escludono
Dott. Gherardo Colombo,
già Magistrato, Presidente Garzanti Editore

Il linguaggio che costruisce il mondo a cui vogliamo appartenere
Prof. Patrizia Borsellino,
Ordinario di Filosofia del diritto e di Bioetica,
Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Milano Bicocca

Il linguaggio scientifico delle idee "chiare e distinte"
Dott. Prof. Giorgio Cosmacini,
Docente di Storia del pensiero medico, Università San Raffaele di Milano

Il linguaggio delle sentenze: motivare o sentenziare?
Avv. Nadia Germanà Tascona,
Studio Legale Pisapia e Associati, Consigliera Ordine Avvocati Milano,
Socia A.D.G.I. Milano

Il linguaggio degli enti locali tra amministrazione, trasparenza e partecipazione
Dott. Luca Beltrami Gadola,
già Imprenditore, Direttore di ArcipelagoMilano

Comitato scientifico
Avv. Ileana Alesso, Dott. Gianni Clocchiatti, Avv. Roberta Roselli,
Avv. Elisabetta Silva

Hanno contribuito alla realizzazione del convegno
Avv. Maurizia Borea, Dott.ssa Irene Cassola, Avv. Giovanni Motta,
Avv. Marina Pagnussat, Avv. Antonio Pascucci, Dott.ssa Kilda Peretta

Ingresso libero
Agli Avvocati l'Ordine di Milano riconosce n. 3 crediti formativi

"Come fare perché le parole non siano più un privilegio, un bene di pochi, una memoria custodita da pochi, perché diventino ricchezza comune?". Così Natalia Ginzburg si interroga sulla scrittura e sul desiderio di condividerla e prosegue: "solo creando una ricchezza comune di parole la nostra mostruosa collettività umana potrebbe diventare un felice universo". Se trasferiamo questa domanda dalla letteratura al diritto o al sapere più in generale, l'interrogativo acquista un significato ancora più profondo. Come lasciare il linguaggio specialistico agli specialisti e condividere con tutti gli altri i contenuti ed il senso della conoscenza utilizzando un linguaggio semplice? A chi non è mai capitato infatti di imbattersi, senza riuscire a capire granché, in un articolo scientifico o di arte, in una notizia economica o in un testo di legge che ci stava particolarmente a cuore? Era scritto con i nostri caratteri, ma il linguaggio era incomprensibile e respingente. Il disagio è ancora più forte quando riguarda un testo di legge ed è il presupposto per far valere un diritto. Lo stesso si può dire per le sentenze che al pari delle leggi sono spesso di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori. Proprio perché le parole "non siano un privilegio", oggi la sfida è quella di provare che è possibile scrivere di argomenti complessi anche in maniera chiara e semplice sin dall'origine, senza necessità di dover poi semplificare, dimostrando, a partire dal diritto, che è possibile farsi comprendere utilizzando un linguaggio accessibile pur senza rinunciare al rigore e alla completezza dei concetti. La comunicazione "responsabile", leale, chiara e comprensibile può aprirsi così a un nuovo confronto alimentando una spirale virtuosa, fatta di conoscenza, di partecipazione e di democrazia perché la chiarezza è una necessità etica e il suo esercizio, pubblico e privato, un diritto civile.
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