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Parole sprecate

Seneca ci ha insegnato che è una grande cosa sapere quando parlare e quando invece tacere. Quanti seguono questo suggerimento? Siamo bombardati dalle notizie, quelle tragiche si impongono nascondendo la visuale a quelle più belle che sono tanto utili alla nostra vita quotidiana. Le belle notizie ci danno la carica, ci fanno sperare che tutto è recuperabile, ci forniscono riserve di felicità per i momenti più duri: è bello avere nel cassetto qualcosa di buono da tirar fuori al momento opportuno.
Chi di noi non tiene in dispensa una stecca di cioccolato una confezione di dolcetti, nonché di salatini? Così possiamo fare con le parole che sono strumenti utili, è un'ottima idea farne tesoro per pronunciarle quando se ne ha la necessità. La parola d'ordine è: non vanno sprecate. Se ci abituiamo a parlare troppo, senza far caso a quello che diciamo, a dire un mare di ripetizioni delle stesse cose, quando ne basterebbero poche giuste e senza inganno, non sapremo più che dire quando qualcuno, ad esempio, ci vorrà offendere.
Cosa rispondere a chi, senza il minimo rispetto, vi dice che siete fuori tempo e anche se avete fatto diligentemente la fila non arriverà il vostro turno per l'acquisto dei biglietti del concerto del vostro musicista preferito? È solo un esempio, essere fuori tempo è una condizione, capita a tutti ma quando è la scusa per non darci ciò che ci spetta, anche se lo abbiamo conquistato, allora c'è la cattiva volontà, il menefreghismo, la sciatteria, l'insensibilità verso l'altro.
Come rispondere dunque? Vi lascio con questa domanda e nel frattempo cerco in un cassetto di cose buone le giuste parole, perché sinceramente al momento non saprei cosa rispondere gentilmente, devo pensarci… Fatelo anche voi.

Maria Giovanna Farina - riproduzione riservata

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