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Intervista a Giusy Versace, una donna e i suoi traguardi

di Maria Giovanna Farina

Giusy Versace, neodeputata, atleta, attrice e ballerina è una donna capace di non arrendersi, di affrontare le sfide con coraggio e allo stesso tempo con la purezza nel cuore di chi vede con ottimismo la riuscita di un'impresa

Ti ho conosciuta che eri solo candidata ed ora ti ritrovo deputata eletta. Quale obiettivo ti sei posta per questa nuova avventura, ora che sei lì a lavorare per noi?

Innanzi tutto, la mia è una posizione delicata e da stra-amata potrei diventare solo amata. Ci sono persone intelligenti che mi conoscono che hanno apprezzato questa botta di coraggio, dell'essermi messa in politica, poi ci sono quelli un po' ignoranti che affermano: "Ah, una come te si sporca con la politica". Io che sono abituata ad osservare il lato positivo di ogni cosa, ho preso questa come un'opportunità per fare qualcosa di buono non solo per il mio Paese, ma per tutte le persone che hanno bisogno di aiuto. Mi sono occupata di disabilità, di diritti, di violenza sulle donne portando avanti ad esempio il progetto di Wall of Doll's con Jo Squillo.

Immagino anche che come atleta paralimpica sei più sensibile all'argomento.

Certo, ritengo che lo sport sia un diritto di tutti, è una campagna che porto avanti da molto tempo. Per tanti atleti disabili oggi è un lusso lo sport perché lo Stato non copre le spese e certi non avendo possibilità economiche devono rinunciare. Lo sport per molti disabili è la scusa per uscire di casa, è l'occasione di alzare l'asticella e sentirsi meno invalidi, ma soprattutto un modo per integrarsi, è un veicolo di messaggi, è disciplina, è rispetto.

Che cos'è per te la diversità?

Forse sta solo negli occhi di chi guarda. Siamo tutti diversi, no?

Certamente!

Quando si dice il mondo è bello perché è vario, non è un modo di dire ma la verità. Ognuno di noi è diverso dall'altro ed è giusto che sia così anche perché non c'è un prototipo di perfezione. Credo che siamo noi a rendere perfetta la vita a seconda degli obiettivi che ci poniamo; diversità vuol dire tutto e niente, la diversità è un valore aggiunto, sarebbe noioso se fossimo tutti uguali.

Un argomento che mi sta molto a cuore, la violenza di genere: vorrei chiederti ora con il ruolo che occupi cosa farai concretamente per arginare, vincere credo sia molto difficile, questa piaga dei nostri tempi?

Continuerò a fare ora con più forza ciò che faccio da tempo: lavorare sull'educazione e sul rispetto alla persona che è ciò che manca. Ritengo quindi di dover lavorare sui ragazzi a partire dalle scuole, loro sono il futuro. Solo loro possono aiutarci ad abbattere le barriere che si sono alzate negli ultimi anni. E torniamo allo sport e alla sua importanza, esso insegna soprattutto il rispetto.

È verissimo, credo insegni anche la parità tra donna e uomo, la mancanza di parità è uno dei fattori scatenanti della violenza.

Sì e non dobbiamo dimenticare casi violenza da parte di donne, non so se sia capitato anche a te di osservare casi del genere, ad esempio di donne che hanno buttato l'acido sugli uomini...

Anche le donne sanno essere violente in varie forme ed anche con le donne stesse...

È vero e poi le donne a volte si sottovalutano commettendo l'errore di sentirsi sole quando sole non lo sono. Si deve avere il coraggio di parlare, confidarsi, denunciare. A volte scatta il senso di vergogna di denunciare, lo stesso senso di vergogna che scatta con la disabilità per cui non si esce di casa per non farsi vedere. Perché ti devi vergognare? Lascia che lo facciano i delinquenti, i ladri e gli assassini.

Appunto, forse dobbiamo dare un nuovo ordine alle priorità.

Ripeto, dobbiamo lavorare sull'educazione anche però sulla certezza della pena. Conosco molte persone che hanno trovato il coraggio di denunciare, si sono rifatte una vita e poi lui esce dopo aver scontato la sua pena più arrabbiato di prima e non rispetta ad esempio l'obbligo di non riavvicinarsi.

La pena dovrebbe essere anche rieducativa... Ti faccio l'ultima domanda che credo tenga insieme il nostro discorso di oggi. Che cosa vuol dire, nella società attuale, essere donna?

Secondo me è un vanto perché le donne negli ultimi anni hanno fatto tanti progressi ottenendo grandi conquiste e di questo dobbiamo essere orgogliose. Quando le donne vogliono, sanno fare squadra.

Brava, quando vogliono!

Quando vogliamo davvero sappiamo fare squadra e quando lo vogliamo davvero non ce n'è per nessuno!

Direi che il messaggio da lanciare è: tiriamo fuori con forza le nostre capacità.

A dispetto di quanti mi hanno criticata per la scelta di mettermi politica, nel gruppo di Forza Italia al quale appartengo ho trovato donne di grande sensibilità che sanno abbracciare il mio mondo, i miei temi: donne che sanno fare squadra e che come me ci mettono cuore e passione. Ciò mi dà più forza.

Mi fa piacere, anche perché sono convinta che le donne al di là dell'appartenga sono tutte uguali.

Questi sono temi che dovrebbero mettere d'accordo tutte.

Certamente.

Io ho accettato questa sfida come le tante della mia vita non solo con coraggio, ma anche con buon senso e positività. Ho il cuore pulito e sono spinta da buona fede.

Ci credo e siamo tutte con te!

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

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