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I miei cari parenti and company, Luisella Fiumi, Grazia 1978

Pensando a voi e a tutti i vostri problemi mi viene in mente il mio rapporto con la famiglia ... Mio padre mi diceva: "La famiglia è sacra", tanto sacra che per non profanarla lui se ne stava quasi sempre fuori.Mia madre mi diceva: "Deve sposarti a tutti i costi. Il matrimonio è necessario perché non c'è niente di più bello per una donna che rimanere vedova" Mio marito mi dice: "Un marito migliore di me non potevi trovarlo"inculcandomi così il rimorso verso tutte le donne che lui, scegliendo me, ha sottratto a una completa felicità coniugale. Mi dice anche: "Una moglie dovrebbe essere una brava donna di casa. Tu non lo sei. Ma ciao, amen, per fortuna ci sono le donne di servizio". La donna di servizio mi avverte: "Signooora, mi licenzio!". Le mie figlie mi scherniscono: "Ma come la pianti giù dura con i lavori domestici! Guarda noi". E gettando tutto in disordine se ne escono sbattendo la porta. La gente si congratula con me: "Ma che bella casa grande hai! Come sei fortunata! Cosa di manca?", infondendomi un senso di colpa perché non riesco a esserne felice. Mio marito mi consiglia: "Perché non scrivi? Scrivi! Beata te che ha tutto il tempo che vuoi!". Ma quanto mi metto a scrivere lui, le figlie, la donna di servizio, il portinaio, mia madre, mia sorella, gli amici di mia sorella, i miei amici mi interrompono: "Senti, un momentino ... Tanto, non hai niente da fare". La domenica le figlie si lamentano: "Il papà si ostina a farci divertire al Pian del Bova, spiegaglielo tu che noi preferiamo Massimo, Silvio...". Così lo accompagno io sola a divertirci in qualche squallido posto di mezza montagna dove lui mi guarda e se la prende con me. Il medico mi prescrive: "Basta con i tranquillanti. Cerchi piuttosto di distrarsi". Per esempio una bella gita vicino Milano (tra fabbriche puzzolenti e micidiali). Il guaio è che io con i divertimenti non mi diverto. L'unica cosa che mi piace è il Natale, perché spero che Gesù Bambino, pentito di avermi fatto credere per tanti anni che i regali li portano i genitori, torni a portarmeli lui: una stanzina solo per me, un tavolo, una sedia, una lampada allegra, magari una finestra aperta per volare via.

Commento di Marta Ajò

In molte potremmo oggi riscrivere o sottoscrivere queste parole! Poi viene qualcuno a dirci che le quote rosa non garantiscono ma ghettizzano; che le donne non vogliono fare politica per non lasciare la famiglia e magari, prima o poi, qualcuno ci dirà che è una nostra libera, liberissima scelta.

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