Va risarcito il partner della vittima perché si può essere conviventi senza abitare
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Va risarcito il partner della vittima perché si può essere conviventi senza abitare nella stessa casa

Impossibile negare i danni alla compagna solo in quanto il de cuius risiedeva in un altro Comune: conta l'esistenza di un progetto di vita comune, indizi seri il conto corrente comune e le spese divise - Ordinanza, 13 aprile 2018

Si può essere conviventi anche senza stare sotto lo stesso tetto. Ciò che conta è che fra le parti vi sia una relazione stabile e duratura: se una delle due muore in un incidente, l'altra va dunque risarcita come se fosse un coniuge superstite.

E ciò perché nel rapporto more uxorio il dato della mera coabitazione risulta recessivo: è destinato a perdere sempre più di importanza perché sono cambiati la società, il mondo del lavoro e il sistema del welfare; rileva invece che sussista un progetto di vita comune: ne sono indizi seri il fatto che la coppia abbia un conto corrente in comune e divida le spese per la vita di tutti i giorni.

D'altronde anche la legge Cirinnà sulle unioni civili definisce i conviventi di fatto individuando il legame affettivo e la reciproca assistenza morale e materiale. È quanto emerge dall'ordinanza 9178/17, pubblicata il 13 aprile dalla terza sezione civile della Cassazione, che richiama la sentenza 7128/13.

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