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Le donne e il partito socialista, di Elvira Badaracco, Critica sociale, marzo 1979

C'è un dualismo, che è una caratteristica costante del PSI sulla questione femminile: da un lato vi è un partito che, in termini legislativi, è stato il più avanzato a favore delle donne; mentre dall'altro lato, e cioè al suo interno, ha sempre dimostrato una grave sottovalutazione della questione femminile, nonostante le lotte che le compagne hanno portato avanti, dalla Kuliscioff ai giorni nostri.

La storia di queste lotte non è stata mai pubblicate in modo organico; ma ora, per merito di due compagne, Mirella Alloisio e Marta Ajò, appare nelle Edizioni Lerici: che tutte le compagne (e i compagni) dovrebbero leggere, sia per rendersi conto di quante leggi il partito si è fatto promotore (dalla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli all'inizio del secolo, alla legge per l'abolizione della prostituzione regolamentata, alla pensione alle casalinghe, al divieto di licenziamento delle lavoratrici per matrimonio, al divorzio all'aborto) sia per ricordare quante compagne si sono battute, e si battono tuttora, con l'intento di rendere questo partito migliore e più adeguato alla realtà del paese.

E' vero che può essere anche una scelta quella di non voler in alcun modo pilotare e strumentalizzare il movimento delle donne (come altri partiti fanno), ma è anche vero che la mancanza di un dibattito sulla questione femminile a cui partecipi tutto il partito rivela una preoccupante indifferenza la problema.

Concordiamo con Riccardo Lombardi che nella prefazione, dopo aver ricordato quanto siano lenti i mutamenti nei fatti di costume, afferma di "non avere molta fiducia in una vera comprensione, da parte dei partiti, del progetto di liberazione della donna, fino a quando esisterà n costume familiare che è in stridente contrasto con le manifestazioni pubbliche assunte, anzi è inversamente proporzionale".


Commento di Marta Ajò

Elvira badaracco, dirigente socialista milanese, una delle voci più colte ed entusiaste di quell'area politica, in questo breve articolo recensisce il libro "La donna nel socialisno italiano, tra cronaca e storia (1892 - 1978)", di Mirella Alloisio e Marta Ajò, con la prefazione di Riccardo Lombardi.
Di lei, oltre il ricordo e la stima di chi l'ha conosciuta, resta La Fondazione, costituita il 16 dicembre 1994 da Annarita Buttafuoco, nominata nel testamento di Elvira Badaracco quale garante a vita del suo patrimonio economico, scientifico e politico.
Scopo della Fondazione è quello di promuovere lo studio della cultura e dell'esperienza politica e sociale delle donne, con specifica attenzione alla storia dell'associazionismo femminile e del femminismo.

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