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Lettera al Presidente del Consiglio

Stati generali delle donne



Al Presidente del Consiglio prof. Giuseppe Conte,
Le auguriamo innanzitutto buon lavoro!
Nel contempo Le scriviamo, a nome degli Stati Generali delle Donne, per esprimere l'estrema preoccupazione rispetto al "Contratto del governo per il cambiamento" alla base del nuovo Governo.
Il cambiamento dovrà essere realizzato per i cittadini e per le cittadine.
E' in corso una raccolta di firme per dare valore a questa nostra richiesta, segnalata anche dal nostro Comitato Scientifico.

Ci appelliamo a Lei e alla sua sensibilità istituzionale affinché il percorso di progressiva affermazione della libertà e di emancipazione delle donne non venga messo in pericolo.
Creare lavoro e imprese per le donne ha una sua connotazione e una sua specificità.
Le brevi annotazioni dedicate al tema della parità di genere nel "Contratto del governo per il cambiamento" rappresentano un salto nel passato che cancellano anni, studi ed impegno civile per i diritti delle donne in un contesto europeo ed internazionale.
Le donne sono collocate nel Contratto solo come "mamme", come "anziane" e che vivono nelle periferie.
Nessuna posizione viene presa sulla preoccupante situazione della disoccupazione femminile, sugli strumenti necessari per il superamento degli ostacoli nell'accesso alle carriere da parte delle donne, sulla disparità di retribuzioni tra uomini e donne a parità di incarico, sul ruolo delle imprese femminili come fattore di crescita.

Eppure la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, in modo più incisivo rispetto ad oggi, consentirebbe una ripresa economica dell'intera società. Si tratta di dati concreti e certi che rappresentano il frutto di analisi e di studi approfonditi da parte di studiose/i della"Womenomics", la teoria economica creata da Kathi Matsui, analista della Golden Sachs, secondo la quale il lavoro delle donne è oggi il più importante motore dello sviluppo mondiale.

I femminicidi sono emergenza nazionale ma nel Contratto le misure elencate riguardano solo i corsi di formazione per le Forze dell'ordine, attività fondamentale, ma non sufficiente e a singole iniziative dei Centri Antiviolenza, si legittima la teoria dell'alienazione parentale, si ignora la necessità prioritaria di fare prevenzione, mancano misure relative all'inserimento di programmi di educazione di genere nelle scuole, luoghi fondamentali del rinnovamento e dell'affermazione della cultura di genere.

Le misure proposte nel Contratto sono in aperto contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata con legge n. 77/2013. La Convenzione di Istanbul infatti vieta la mediazione nei casi di separazione a seguito delle violenze subite da una donna, al contrario di quanto ad esempio proposto nel Contratto. Mancano le misure che abbiamo da tempo identificato e che permettono alle donne che hanno subito violenza e ai loro figli e figlie, che a tale violenza hanno assistito, di superare il trauma e riconquistare una vita in autonomia finalmente libere/i dalla violenza.

Con la speranza che il contenuto del "Contratto del governo per il cambiamento" possa essere rivisto, ci mettiamo sin da ora a Sua disposizione per un incontro per confrontarci su questi temi, auspicando la necessità di una nomina di una Ministra per le pari opportunità che abbia un vissuto personale e competenze vicine ai movimenti delle donne.

Pavia, 4 giugno 2018
Isa Maggi
Stati Generali delle Donne
366 2554736
www.statigeneralidelledonne.com

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