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Cade il redditometro se il tenore di vita è giustificato dai regali di nozze

Accolto il ricorso del contribuente che aveva opposto all'accertamento delle donazioni in denaro e un lascito - Ordinanaza, 7 settembre 2018



L'accertamento con redditometro può cadere se gli incrementi patrimoniali sono giustificati dai regali di nozze.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 21783 del 7 settembre 2018, ha accolto il ricorso di un giovane agricoltore al quale era stato contestato un tenore di vita più alto rispetto a quanto dichiarato.

Lui aveva documentato dei regali di nozze pari a 14 mila euro e un lascito da parte del nonno.Tanto è stato sufficiente per la Suprema corte, che ha ribaltato il verdetto di merito, a far cadere l'atto impositivo. Per giungere a questo verdetto gli Ermellini hanno applicato il principio generale secondo cui "in tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la prova documentale contraria ammessa per il contribuente dall'art. 38, sesto comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ma anche l'entità di tali redditi e la durata del loro possesso, che costituiscono circostanze sintomatiche del fatto che la spesa contestata sia stata sostenuta proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta".

La ctr di Napoli, ad avviso della Cassazione, è dunque incorsa negli errori addebitati dalla difesa in primo luogo, scrivono i Supremi giudici, per non aver ammesso alla prova contraria i fatti allegati - già in sede di contraddittorio, - in relazione ai quali il contribuente offrisse "idonea documentazione", categoria cui sono ascrivibili, in astratto, la donazione paterna, i regali di nozze e la somma a titolo di risarcimento proveniente dall'assicurazione, redditi tutti risultanti da idonea documentazione.

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