• facebook

Home » Norme giuridiche » Anno 2018 » Affido esclusivo all'altro coniuge se dall'audizione del minore emerge il rifiuto del genitore
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Affido esclusivo all'altro coniuge se dall'audizione del minore emerge il rifiuto del genitore

L'atteggiamento arrogante, prevaricatore e privo di autocritica fa cadere i presupposti della bigenitorialità - Sentenza, 17 settembre 2018

Via libera all'affido esclusivo a uno dei coniugi se durante l'audizione del minore il giudice percepisce il rifiuto verso l'altro genitore, in questo caso manifestato dal ragazzo tredicenne nei confronti di un padre arrogante e prevaricatore.

È quanto affermato dal Tribunale di Verbania che, con la sentenza n. 390/2018, nell'ambito di una causa di divorzio, ha affidato e figli adolescenti a una mamma, assegnandole anche la casa, in quanto durante l'ascolto dei ragazzi era emerso un vero e proprio rifiuto nei confronti di un padre padrone.

Inutile il ricorso della difesa di lui che chiedeva l'affido condiviso. Il Collegio ha infatti richiamato e applicato il principio secondo cui perché possa derogarsi alla regola dell'affido condiviso, è necessario "che risulti, nei confronti di uno dei genitori, una sua condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale appunto da rendere quell'affidamento in concreto pregiudizievole per il minore". L'attuale stato dei fatti, a ben vedere, lascia emergere un contegno del genitore che è in distonia con un affido condiviso, il quale presuppone una maturità all'esercizio delle funzioni genitoriali, maturità che vuole dire anche cambiare, o per lo meno provare a farlo, laddove il proprio modo di essere crea una incomunicabilità con i figli, laddove ciò provoca negli stessi sofferenza tanto da portarli al rifiuto della figura genitoriale in questione.

Chiedi informazioni Stampa la pagina