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Dopo il divorzio lui continua a frequentare la casa assegnata a lei solo per dar da mangiare al cane

Grazie alla fattispecie congiunta recepito l'accordo per cui l'ex marito la mattina e la sera entra dal cortile per accudire Fido, mentre la donna pensa al gatto. Spese straordinarie comunicate via mail

E se la coppia che si lascia ha sia il cane sia il gatto? Gli ex coniugi possono accordarsi in modo da dividere la spese per mantenerli: ciascuno penserà a un animale. Il tutto grazie al divorzio congiunto, che si propone sempre più come lo strumento per mettere fine al matrimonio in maniera civile, disciplinando con un contratto gli aspetti a rischio: la casa è assegnata a lei, ma lui continuerà a frequentarla soltanto per accudire il labrador. È quanto emerge dalla sentenza 2022/18, pubblicata dalla prima sezione civile del tribunale di Bologna.

Fifty-fifty
In base alla convenzione fra le parti recepita dal giudice il cane e il gatto continuano a essere affidati alla signora, che resta nella casa di sua proprietà con la figlia maggiorenne ma non economicamente indipendente. Ma l'ex marito la mattina e la sera può entrare in casa dal cortile per accudire il labrador, dandogli da mangiare e portandolo a spasso per i bisognini. Il tutto vita natural durante dell'animale. La donna si fa invece totalmente carico del felino di razza europea. Una divisione fifty-fifty, insomma. Non è la prima volta, d'altronde, che i giudici di merito si confrontano con la necessità di dare un futuro anche agli amici a quattro zampe di casa in caso di separazione e divorzio (cfr. "Sì all'accordo che insieme ai figli affida il cane con l'ex che paga un contributo anche per l'animale" e "Nel divorzio congiunto le parti si accordano per affidare il cane alla moglie che è l'unica proprietaria", pubblicati rispettivamente il 17 gennaio e il 5 settembre scorsi).

Tacito assenso
Per il resto l'accordo raggiunto fra le parti rispecchia in ogni aspetto le classiche convenzioni del caso, a partire dalla suddivisione delle spese straordinarie della figlia. Via libera al valore della posta elettronica normale, quella non certificata. Il genitore che propone la spesa deve informare l'altro per e-mail anche in relazione all'importo. Dopo trenta giorni dalla richiesta formale si presuma il tacito consenso dell'altro, se non manifesta il suo dissenso sempre per posta elettronica, motivandolo in modo adeguato, salvi diversi accordi.

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