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Il marito può sapere dal fisco quanto guadagna l'ex senza che sia il giudice a ordinarlo alle Entrate

Pesa la necessità di difendersi nel giudizio di separazione: utilizzabili non solo dalla Finanza i dati che banche e finanziarie inviano all'anagrafe tributaria. Continua il contrasto al Consiglio di Stato - 13 gennaio 2018

Nuova puntata della saga sull'ostensibilità delle dichiarazioni dei redditi dell'ex mentre pende la causa di separazione.
Stavolta prevale l'orientamento anti-privacy secondo cui in base alla legge sulla trasparenza il marito che deve difendersi in giudizio deve ottenere dal fisco le stesse informazioni patrimoniali sulla moglie che il giudice potrebbe intimare all'amministrazione di consegnare. E ciò perché i dati che le banche e le finanziarie comunicano all'anagrafe tributaria possono essere utilizzati anche da soggetti diversi dall'erario e dalla Guardia di finanza.

È quanto emerge dalla sentenza 7288/18, pubblicata il 10 gennaio dal Tar Campania, che riapre il contrasto fra due opposti orientamenti nella giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. "Con Gdpr non si può avere dal fisco il 770 dell'ex perché provvede il giudice della separazione" e "Il marito ha diritto di conoscere i rapporti della ex con le banche comunicati al database del fisco", pubblicati il 15 e il 18 ottobre scorsi).

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