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La vera storia dell'idiota tecnologico

Le moderne tecnologie sono sempre più invasive, addirittura abbiamo con esse un rapporto di comunicazione fatta di parole, basta un comando vocale come se parlassimo con una persona e il media agisce per noi. "Ordinami la pizza" e la pizza arriva a casa ma non siamo stai noi a compiere il gesto. Ciò dice una sola cosa, ci stiamo rimbambendo! Un grande intellettuale del passato con un linguaggio più forbito ci aveva messo in allerta, dovremmo rispolverarlo, nel senso di togliere la polvere ad una verità spiazzante.

Marshall McLuhan, filosofo, studioso di comunicazione, uomo di grande intuito capì già negli anni '60 i rischi della tecnologia e ci mise in guardia su quanto essa potesse esercitare su di noi una lusinga potente, "ci ipnotizza in uno stato di 'narcisistico' torpore" che può condurci ad una condizione di "idiota tecnologico", facendoci perdere di vista la realtà. Ciò accade se non abbiamo gli anticorpi intellettuali adatti; se invece riusciamo a evitare di esserne fagocitati, possiamo guardare quella tecnologia con distacco, così da scorgere le linee di forza che esercita per cui i mutamenti sociali diventano evidenti. In questo modo siamo in grado di intuirli in anticipo per imparare a controllarli. Tutto ciò lo diceva quando il web non esisteva e neppure i mezzi di oggi...

Chiudo con una citazione di McLuhan sulla quale ognuno può trarre le proprie conclusioni.

"Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti". (Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, ed Il Saggiatore)

Tratto da https://dellafarinadelmiosacco.blogspot.com/

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