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Donne in parlamento mobilitate per il Codice rosso, ma non solo

di di Paola Avetta


Maggioranza e opposizione si sono trovate unite (è la prima volta in un voto alla Camera) per contrastare la violenza contro le donne ed i bambini. Ora il tema passa al Senato e sarà affrontato in modo più esteso

Donne in parlamento mobilitate per il Codice rosso, ma non solo Martedi, 09/04/2019 - Approvare alla Camera la legge che inasprisce le pene per chi commette violenza contro donne e bambini non è stata una passeggiata. Proteste, occupazione dei banchi del Governo da parte delle parlamentari delle opposizioni, ma alla fine si è trovato un accordo, nella votazione finale nessun voto contrario e ora l'impegno è di far approvare presto il Disegno di legge anche al Senato, in modo che le modifiche apportate al Codice penale diventino realtà di fatto.

Vediamo nel dettaglio le novità che saranno introdotte nel Codice Penale: 1) scatterà il carcere da 1 a 6 anni per chi diffonde immagini sessuali per vendicarsi del partner (il cosiddetto REVENGE PORN) stessa pena e multa da 5mila a 15mila euro a chi (dopo averli realizzati o sottratti) invia, pubblica o diffonde immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. Punito anche chi riceve le immagini e le diffonde. 2) le pene per i reati di violenza sessuale passano da 5-10 anni a 6-12 anni e salgono a 14 quelle per violenza di gruppo e eliminata la possibilità di far prevalere le circostanze attenuanti su quelle aggravanti, nel caso di gravi reati di violenza sessuale. Si impediranno così sentenze, come alcune recenti, in cui sono state diminuite le pane, addirittura per femminicidi, in virtù di una qualche "tempesta emotiva". 3) sono previste corsie preferenziali per le denunce, indagini più rapide sui casi di violenza sulle donne e l'obbligo di ascoltare le vittime entro 3 giorni da quando sono state presentate le denunce, denunce che devono essere fatte entro 12 mesi dall'episodio di violenza. 4) nasce il reato di sfregio sul volto, pena fino a 14 anni di reclusione: 5) per chi violenta i bambini sono previsti 24 anni di carcere.

Questo il testo che arriva al Senato ma lì, in Commissione Giustizia, è già iniziato l'esame di un altro Ddl che si affiancherà al Codice Rosso e che vuole affrontare il problema della diffusione di immagini o video sessualmente espliciti (contro la volontà del partner) non solo sotto l'aspetto penale ma anche culturale. Perché scuola, società e famiglia devono collaborare per affermare il rispetto sulle donne ed evitare che si creino dei "mostri del web", dice la senatrice Elvira Evangelista prima firmataria e del M5S. Violenza sulle donne e sui bambini tornerà quindi, a breve, ad essere un tema di dibattito e di impegno per le parlamentari e atteso è anche un altro provvedimento che ha scatenato bagarre alla Camera e che, proposto dalla Lega, è stato ritirato per evitare una spaccatura nella maggioranza. Data la contrarietà del M5S e delle opposizioni la Lega ha infatti ritirato dal Codice Rosso un emendamento che prevedeva la castrazione chimica per i reati di violenza sessuale su donne e bambini. Ma su questo tema la Lega non si tira indietro e la ministra leghista Giulia Buongiorno ha dichiarato che questo ritiro di un emendamento non significa una marcia indietro sul problema ma solo un suo differimento. La lega presenterà infatti un ddl che prevederà la possibilità di effettuare la castrazione chimica dei violentatori e che, dice la Buongiorno è applicata in moltissimi paesi e non trova la contrarietà del Consiglio d'Europa perché è un trattamento terapeutico, volontario, reversibile e non ha quindi niente a che vedere con la castrazione fisica. Si tratta di un tema sul quale è previsto che si accenderanno i riflettori e si scateneranno le polemiche ma la Ministra appare determinata ad imporre questa possibilità, soprattutto nei casi di violentatori recidivi.

da NDNoiDonne

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