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Donne per l'Europa

Isa Maggi: una candidatura per un progetto comune

di Marta Ajò

I valori fondamentali su cui è fondata l'Unione , sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea sono: il rispetto dei diritti umani, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti fondamentali, tra cui quelli di individui appartenenti a minoranze. Tali diritti devono essere rispettati dall'Unione all'atto di applicare politiche e programmi, dalle istituzioni dell'Unione e da ogni Stato membro. Il rispetto dei diritti delle persone costituisce uno degli obblighi fondamentali dell'UE. Tali diritti devono essere rispettati dall'Unione all'atto di applicare politiche e programmi, dalle istituzioni dell'Unione e da ogni Stato membro: salvaguardia dei diritti dei cittadini, promozione delle pari opportunità, adattarsi all'era digitale, garantire l'accesso alla giustizia, garanzia del diritto d'asilo.

Ci siamo!
Il 26 maggio saremo tutte/i chiamati a votare per rinnovare l'Europa.
Una realtà con la quale ancora molti non hanno preso dimestichezza eppure determinante, presente e severa nell'indirizzare le nostre vite.
Essa rappresenta una Comunità di paesi europei che dal 1951 ha orientato le scelte politiche e condizionato la nostra quotidianità con regole condivise ed imprescindibili, che ogni Stato è stato, è obbligato a rispettare e con le quali, noi cittadine/i, ci siamo dovuti confrontare anche nelle nostre consuetudini.

Nel corso dei decenni successivi l'Europa ha attraversato importanti fasi storiche (si pensi alla caduta del muro di Berlino) che hanno trasformato il suo assetto iniziale e la sua configurazione si è allargata ad altri Stati aderenti.
Nel programma europeo molte saranno le questioni all'ordine del giorno: gravi cambiamenti climatici, l'instabilità provocata dai conflitti-guerre nel resto del mondo e l'aumento dell'immigrazione, gli attacchi terroristici, regole alimentari, protocolli sanitari, controllo degli ambienti urbani ecc.

Un Europa che non è lontana-estranea da noi ma che è noi.
I membri che andranno a rappresentarci in quel Parlamento (dove si adottano le leggi e si approvano le regole) parteciperanno alle decisioni che ci riguardano direttamente.
Ciononostante ancora oggi l'elettorato non appare particolarmente sensibilizzato e partecipe. Questo distacco-scetticismo si accentua durante le elezioni. Quando cioè si passa dalle parole ai fatti esprimendoci votando una coalizione, un candidato di cui non si conoscono i meriti quasi o che appare inadeguato rispetto alle deleghe che vorremmo affidargli.

Nel particolare (poiché in generale tutto ci riguarda) come donne è bene ricordare che il Parlamento fin dalla sua formazione si è posto come difensore del principio di uguaglianza tra uomini e donne elaborando nel tempo leggi fondamentali in materia di parità di lavoro, contro la violenza domestica, la prevenzione e la punizione di atti criminali.
Pur riconoscendo l'impegno comunitario a favore delle questioni spinose che riguardano il mondo femminile, sussiste tuttavia la convinzione che non tutte le risposte siano state date in modo esaustivo.

Sembra dunque imprescindibile che, per portare avanti leggi e politiche definite a misura di cittadine, sia necessario rafforzare la presenza di una compagine femminile che si misuri anche sulla specificità di genere ed usi il potere conferitole per sviluppare politiche adeguate.
Questo appare il vero significato delle candidate da mandare a Strasburgo. Non per affibbiare loro un'etichetta o un formale riconoscimento.
Pensiamo piuttosto che ognuna di loro, con la propria formazione ed esperienza in ogni campo, economico-giuridico-legislativo-professionale, insieme ad una "cultura di genere"che ne faccia la differenza , possa portare un valore aggiunto che si collochi trasversalmente ad ogni tematica.

E' da cogliere, in questa direzione, come una novità nel panorama di queste elezioni il Patto delle Donne per l'Europa.
Proposto dagli Stati Generali delle Donne esso rappresenta un progetto comune, un esperimento volto a convogliare i consensi femminili su una candidatura rappresentativa, indipendente ed autonoma.
La sperimentazione, che ad oggi vale solo per la Circoscrizione Nord Ovest ( Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) nella lista Autonomie per l'Europa, appare importante anche per verificare sul campo quanto spesso enunciato: la capacità di unità e solidarietà fra donne, che travalichi le appartenenze e le resistenze, per un progetto e un'indicazione di voto che le possa garantire.

La candidata espressa dal movimento degli SGD è quella di Isa Maggi.
La sua storia personale, il suo impegno nel movimento degli SGD, si basa su azioni concrete, chiarezza d' intenti e obiettivi perseguiti nell'interesse comune.
Questa candidatura sintetizza altresì e rappresenta un lavoro che, partito nel 2014 a Milano, ha visto gli SGD allargarsi a macchia di leopardo, attraverso adesioni e progetti, su tutto il territorio. Una crescita che si è resa possibile proprio dall'impegno continuo e generoso della sua coordinatrice, Isa Maggi.
Tutto ciò ha dato vita alla realizzazione di percorsi concreti, un nuovo modo di esistere politicamente nel rispetto dell'autonomia reciproca, nel raccogliere consensi allargati nelle istituzioni e nella società, nell'unire generi e generazioni, creare solidarietà e fornire sostegno di tutti per tutti. Le adesioni venute da sindaci, consiglieri, rappresentanti del mondo istituzionale, scolastico, culturale ecc. sono fra i motivi che rendono questa candidatura motivo di garanzia sia per le istituzioni che per ciascuna di noi..

Il progetto mette al centro il lavoro, lo sviluppo sostenibile, le azioni verso la violenza di genere, l'ambiente.

Il Programma di Isa Maggi:

a) dare valore e protagonismo al ruolo delle donne, favorendone la rappresentanza e l'empowerment in linea con il Goal 5 dell'Agenda 2030 e soprattutto creando le condizioni per la piena affermazione sul mercato del lavoro, nel mondo imprenditoriale e nei luoghi decisionali della politica, cosi come affermato nel "Patto delle donne per l'Europa";
b) lavorare per superare stereotipi di genere e affrontare il dramma della violenza di genere e verso i bambini e le bambine nel quadro della completa applicazione della Convenzione di Istanbul;
c) costruire un mondo sostenibile per una azione decisiva per la tutela dell'ambiente e del paesaggio,contro i cambiamenti climatici e la perdita della biodiversità. Promuovere l'innovazione per dare impulso ad un'agricoltura sostenibile e organica. Favorire una politica energetica che privilegia l'efficienza energetica e la generazione rinnovabile, in linea con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile;
d) promuovere il diritto all'autodeterminazione dei popoli, dei piccoli Comuni e territori per una loro maggiore autonomia e un riconoscimento culturale/identitario.


L'esperimento di questo progetto per realizzarsi necessita del consenso di massima da parte di tutte le realtà femminili. Un consenso che se non si tramuti in sostegno concreto renderà il suo valore pari a 0.
Per questo motivo l'informazione del suo programma e la visibilità nei luoghi e negli spazi dedicati alle donne (e non solo) assumono grande importanza.

Per tutto ciò, senza ingenuità, velleitarismi ma neppure resistenze precostituite, il
Portale delle donne www.donneierioggiedomani.it
mette a disposizione il proprio spazio.

Riteniamo che nel futuro di questo millennio, agire in una prospettiva di alleanza-forza al femminile potrà essere l'unica "arma" (non nuova ma poco applicata) contro il permanere degli stereotipi e l'utilizzo di politiche tradizionalmente maschiliste.
L'impiego delle piazze come forma di lotta, pur degna, che il movimento femminile ha di volta in volta proposto, rischia di apparire oggi e purtroppo, obsoleto. Altresì pretestuose, presuntuose e inutili appaiono le posizioni aventiniane che precedono quasi sempre le sconfitte.

Questo Portale, che da sempre ha assunto posizioni di equidistanza e trasversalità nel rispetto di ogni appartenenza, ritiene importante dare voce e condividere il Progetto comune degli SGD e dare un sostegno concreto a questo "esperimento" e alla candidatura da esso espressa.

Da qui al 26 maggio la sezione "Speciale Europa per le donne" sarà sempre visibile nella Home page e fornirà il materiale e i contatti che possano servire per chiarimenti.

E' possibile trovare informazioni su tutti iprincipali motori di ricerca.
Link utili

Isa maggi
https://www.facebook.com/isa.maggistatigeneralidonne.1
https://www.facebook.com/isa.maggistatigeneralidonne.1
https://www.dols.it/2018/10/28/isa-maggi-e-gli-stati-generali-delle-donne/
http://www.donneierioggiedomani.it/8084/Isa-Maggi


Gli Stati Generali delle Donne
https://www.facebook.com/pages/Stati-Generali-Delle-Donne/751704501616573?eid=ARBa_zxS6TwmOnJ32SnEkxQg9AlUe0ovBImXnWI1L4qGwFgBJbPuL78JDiuMXquAwB7_bdi2UD3mL_AK&timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=100036144110599&fref=tag
https://startupitalia.eu/104450-20190214-stati-generali-delle-donne-patto-delle-donne-ambiente-clima
http://winningwomeninstitute.org/news/stati-generali-delle-donne-leconomia-femminile/
https://statigeneralidonne.wixsite.com/stati-generali




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