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Roma, 6 maggio - RECLUSE Il femminile in carcere (2013-2018)

ore 21.00 Spazio Apollo 11 c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio 80/a (angolo via Conte Verde) - Roma

RECLUSE
Il femminile in carcere (2013-2018)

con i film di Giulia Merenda:
Liberamente; Terra Terra;
La legalità che libera; SalviAmo la faccia.

introducono
lo scrittore e insegnante in carcere EDOARDO ALBINATI
la Garante dei detenuti di Roma Capitale
GABRIELLA STRAMACCIONI
che al termine della proiezione ne discutono con
la regista GIULIA MERENDA

LIBERAMENTE (demo 5')
Le donne del Reparto Scuola della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia scrivono con la loro insegnante di Italiano la sceneggiatura di un cortometraggio che racconta una gara di cucina internazionale ambientata all' hotel Excelsior di Roma. Una classe mondo, nella quale c'è una sola italiana, un mondo parallelo, il carcere.Tante storie diventano una storia, dove le studentesse riversano elementi della loro vita, senza parlare della pena, come in una docu-soap. Fonte d'ispirazione è la vera gara di cucina organizzata nell'area verde del carcere di Rebibbia. Realtà e finzione si mescolano. Gli alter-ego delle donne si materializzano diventando animati, come in un docartoon. Poi una di loro esce e torna a casa, nel container di famiglia, come nella sua realtà di rom.
scritto prodotto e diretto da Giulia Merenda fotografia Silvia Giulietti, Barbara Fantini, Giuseppe Maio montaggio Lucia Sblendorio musiche originali Kaballà, Andrea Zuppini suono Vanina Chiarello, Ermelinda Coccia, Emanuela Cotellessa animazione Daniele Baiardini, character design Giulia Barbera, inspiration sketches Cecilia Capuana cast L'insegnante Giulia Merenda e il Reparto Scuola della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, 2009 e 2011

TERRA TERRA (51')
Dentro e fuori le sbarre della Casa Circondariale femminile di Rebibbia a Roma, fra le più grandi d'Europa, una realtà profondamente diversa dagli Istituti di Pena maschili, si alternano lezioni e pratiche sul mondo animale e vegetale a quelle di letteratura e di lingua italiana. Con semplicità, "terra terra", il tempo del carcere, della scuola e dell'azienda agricola rivela il ciclo della natura e spinge le detenute a rielaborare la loro storia, libere dagli stereotipi dell'immaginario mediatico sul carcere.
sceneggiatura e regia Giulia Merenda produzione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Lantana, Arsial (Servizio integrato agrometeorologico della Regione Lazio) fotografia Giuseppe Maio montaggio Mauro Rossi musiche originali e suono Paolo Testa immagine coordinata Kicca D'Ercole organizzazione Antonella Lo Feudo cast le studentesse Berenice Bonfim Soares, Ursula Cizmic, Lucia Jimena Jimenez, gli insegnanti Flavia D'Angelo, Giulia Merenda, Graziano Dell'Anna, le corsiste della scuola carceraria Cpia 1 di Roma presso la Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia con la partecipazione di Marco Lodoli e don Luigi Ciotti

La Legalità che LIBERA (spot, 90 secondi)
Nell'ambito di un progetto sulla legalità sostenuto dal M.I.U.R nell'Istituto di Pena Minorile "Casal del Marmo" di Roma, il CPIA 1 di Roma e LIBERA hanno realizzato una campagna pubblicità progresso con le ragazze minori del femminile (non riconoscibili) e una protagonista maggiorenne.
Regia Giulia Merenda, con la collaborazione delle docenti del CPIA 1 fotografia Pasquale Remia coreografia Giulia Troiano montaggio Mauro Rossi

SalviAmo la faccia (12')

Cortometraggio realizzato nell'ambito del progetto contro la violenza di genere e per l'empowerment femminile "SalviAmo la faccia", sostenuto dal dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, destinato a circa 60 detenute, inclusa la sezione delle transessuali, realizzato dal Cpia 1 di Roma (Centro Provinciale Istruzione Adulti) e da "Ossigeno per l'informazione" Onlus, nella Casa Circondariale femminile di Roma Rebibbia. Con il supporto di Gabriella Stramaccioni, Garante dei diritti delle persone prive di libertà di Roma Capitale. In "SalviAmo la faccia" donne un po' streghe e un po' medichesse, diverse per età e provenienza geografica raccontano di quando in passato non si sono "salvate la faccia" subendo violenza e di come "se la salvano" oggi conquistando consapevolezza e solidarietà. Le detenute, svantaggiate per i loro vissuti deviati e per la pena che devono affrontare, parlando alle donne libere, eppure a più alto rischio di violenze e di femminicidio, conquistano da "dentro", in carcere, la forza per entrare in empatia e scuotere un mondo femminile di "fuori" sempre più succube. Nel progetto "SalviAmo la faccia" è emerso che maggior parte delle detenute si trova in carcere perché costrette all'illegalità da figure maschili provenienti dall'ambiente di provenienza: mariti, figli, fratelli, ecc. Molte hanno subito violenza almeno una volta nella loro vita da parte di un uomo. Per molte è viva la paura e il senso di colpa e la cultura di origine è prevalente. Non per tutte è stato facile parlarne e solo le protagoniste di "SalviAmo la faccia" hanno deciso di raccontarlo pubblicamente.
sceneggiatura e regia Giulia Merenda cast Luciana Katrina, Isabel, Jennifer O., Cinzia, Annamaria, Jennifer E., Zita, Zenjia, Renata, Vera, Nadia, le donne più coraggiose del carcere femminile di Rebibbia Roma fotografia Giovanni Piperno montaggio Simona Paggi musiche P.Locatelli sonata n.1 opera 2, W.F. Bach Lamentabile eseguite da Alessandra Castellano, Andrea Damiani, Francesco De Chicchis, Rebeca Ferri, Giannantonio Ippolito suono Fabio Santesarti scene e costumi Maria Caterina Ranieri organizzazione Francesca Vuotto grafica Kicca D'Ercole

Guarda l'evento:

Ingresso con tessera associativa Apollo 11
(sottoscrivibile in loco)

Per prenotazioni booking@apolloundici.it
Le prenotazioni dovranno essere convertite in biglietti presso la biglietteria almeno 30 minuti prima dell'inizio dell'evento. La prenotazione non convertita non dà diritto di accesso all'evento.
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