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Afghanistan: Mina Mangal

di Sonia Berti


Comunicare e vivere un ideale è il primo passo perché donne e uomini si mettano in marcia per i diritti. Il cambiamento, in Afghanistan, è lento. Ma viaggia in positivo, anche grazie a Mina Mangal

Chi conosce Mina Mangal?

È una giornalista afghana che da tempo si spende per i diritti delle donne. Soprattutto il diritto all'infanzia, l'abolizione dei matrimoni precoci e il diritto al divorzio in caso di matrimonio sotto costrizione.

Mina è stata uccisa lo scorso 10 maggio, a colpi di pistola sulla soglia di casa. Le minacce arrivavano da tempo, ma le sui social scriveva "Non mi fermo". Alla fine, l'hanno fermata per sempre.

Ciò che non si fermerà mai, però, sono le sue battaglie per i diritti delle donne e in particolare quella più complessa: la battaglia per il divorzio. Anche lei, come molte connazionali, era stata costretta dalla famiglia a unirsi in matrimonio con un uomo che non amava. Ma era riuscita ad ottenere i divorzio. Da quel giorno, grazie al suo lavoro di giornalista cercava di portare avanti le istanze di tante altre donne.

"Con il suo approccio, aveva contribuito a cambiare il modo di vedere di molte giovani", commentano le ex colleghe al Corriere della Sera.

Mangal, nota per la carriera giornalistica in diverse tv private tra cui Tolo e Ariana, aveva ottenuto un nuovo impiego come consulente per la commissione culturale della Camera bassa del Parlamento, in un Paese considerato uno dei peggiori al mondo in cui essere donna. "Amava il suo lavoro perché sperava di migliorare l'accesso delle giovani all'educazione. Ma si batteva anche contro i matrimoni precoci e forzati", hanno raccontato i colleghi alla stampa locale.

Comunicare e vivere un ideale è il primo passo perché donne e uomini si mettano, assieme, in marcia per difenderlo.
Il cambiamento, in Afghanistan, è lento. Lentissimo. Ma viaggia in positivo.

L'Unicef, in collaborazione con il Ministero afghano del Lavoro, degli Affari Sociali, dei Martiri e dei Disabili, ha lanciato, lo scorso anno, il primo studio globale sui matrimoni precoci in Afghanistan. Sebbene ci sia registrata una riduzione dei matrimoni in età infantile, questa pratica rimane diffusa. L'incidenza dei matrimoni infantili è diminuita del 10% nell'arco degli ultimi 5 anni (al 30 luglio 20189 ndr). Lo studio evidenzia che nel 42% delle famiglie almeno un membro della famiglia si è sposato prima di compiere 18 anni.

Per agire, è importante fare attenzione a un fatto: la maggior parte delle persone intervistate si concentra soltanto sulle conseguenze che il matrimonio ha sulla sfera della salute, mentre è sottovalutato l'impatto su istruzione, nutrizione e di conseguenza sulla partecipazione delle bambine e delle donne allo sviluppo economico del Paese.

Questo era uno dei punti cruciali su cui si focalizzava l'impegno di Mina Mangal: l'importanza fondamentale dell'educazione. Un percorso verso la strada dei diritti delle donne sì, ma dei diritti umani in toto; che ci auguriamo tutti e tutte, in Afghanistan come in molte altre parti del mondo, di portare a temine.

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