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"La vita invisibile di Euridice Gusmao", un film da non perdere

di Marta Ajò

Seduta nella fila h, n. 8 di una delle tante sale cinematografiche ho assistito alla proiezione di questo film poderoso e raffinato, dove, in compagnia di una musica coinvolgente mi sono persa nello straordinario racconto delle sorelle Gusmao.

Imperdibile, suadente, malinconico, infelice eppure speranzoso travolge e suscita emozioni.

Per tutte e tutti. Non ci sarà una donna, madre, amante, figlia, moglie che non vi si identifichi.
Né gli uomini: amanti, mariti, figli, padri, amorevoli o violenti.
Non c'è una sola situazione in cui non ci si possa riconoscere almeno una volta nel bene o nel male. La crescita, la femminilità, il sesso, la maternità, la parentela e molto altro.

Il film, tratto dal romanzo "Euridice Gusmao che sognava la rivoluzione" dell'autrice brasiliana Martha Batalha, che ha ottenuto il premio come miglior film nella sezione "Un certain regard" del festival di Cannes, è del regista Karïm Ainouz e si avvale di grandi interpeti.

Straordinarie Julia Stockler, Caroline da Cunha Duarte (le sorelle Gusmao) e , Gregorio Duvivier, nella parte del marito (e tutti gli altri) sotto la guida di un grande regista danno vita ad un melodramma che attinge dalla "tradizione delle telenovelas brasiliane" ma non troppo lontane da noi.
La storia delle sorelle Gusmao si snoda lungo un arco temporale di cinquant'anni che la pellicola ci rimanda invecchiandone i volti e le immagini.

"Euridice e Guida sono due ragazze che crescono nella stessa famiglia rigida e conservatrice. Quando Guida fugge una notte per incontrare il suo amante, Euridice acconsente di reggerle il gioco. Guida però non farà ritorno, sceglierà di sposarsi all'estero e la lontananza tra le due sorelle diventerà presto un abisso insuperabile quando il padre di entrambe deciderà di eliminare la peccatrice Guida dalla memoria della famiglia, impedendole di avere qualunque contatto con sua sorella.
Cosa accade se fai l'errore di sposare l'uomo sbagliato e tuo padre ti impedisce di tornare a casa? Guida, un'eccezionale Julia Stockler, sconta sulla sua pelle il peso di questa risposta, finendo per fare ogni giorno i conti con la miseria e un bambino da crescere da sola. Diverso il destino di Euridice, Carol Duarte in stato di grazia, perfetta in ogni singola inquadratura: lei segue, obbediente, ciò che il padre ha scelto per lei. Un marito, tanto per iniziare, incapace di trattarla con rispetto persino la prima notte di nozze, ma fedele all'ideologia fallocentrica dell'uomo padrone sposata da suo padre.
Euridice non è messa mai nella condizione di poter scegliere, in tutta la sua vita. Una famiglia rispettabile, abiti decorosi, ristoranti chic e una bella casa al prezzo di una libertà personale continuamente umiliata. L'unica cosa che sogna è diventare una grande pianista, ma anche una legittima ambizione viene mal sopportata in un contesto repressivo dove la donna deve limitarsi ad essere madre e moglie obbediente e silenziosa. Ed Euridice obbedisce, sempre e comunque, ma non rinuncerà mai a cercare in ogni modo sua sorella, che intanto vive tra gli ultimi, solo per una piccola ribellione adolescenziale" (Claudia Catalli https://www.mymovies.it/film/2019/la-vita-invisibile-di-euridice-gusmao/).

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