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Una donna per presidente!

Un'opportunità mancata: la Presidenza della Repubblica, coniugazione femminile ma non femmina.

Presto avremo il nuovo Presidente della Repubblica.
Gli incontri fra le forze politiche sono in corso, gli editoriali suonano i loro strumenti, i giornali e le tribune televisive, insieme ai talk show d'informazione pullulano di persone più o meno accreditate a fare previsioni, commenti e ad osare suggerimenti...
E' il solito balletto, care donne...
Quel che è certo, per noi, è che ancora una volta dovremo fare un passo indietro come la principessa con il re.
Quel che è certo, per tutti, è che fanno ancora finta che il genere politico, quello che conta veramente, sia maschile; salvo ammirare lo charme della Santanché o gli anni della Levi Montalcini, l'avvenenza della Prestigiacomo e quella delle new entry; insomma sulle donne c'è sempre quel pizzico di curiosità, di morbosità, di stupidità' in più che fa storia.
A darci una mano c'è anche Vadimir Lussuria.
Non c'è trippa per gatti! E non ci può essere una donna al Quirinale!
Però vorremmo ricordare che la Repubblica l'abbiamo fatta insieme: la Jotti, l'Anselmi, la Caporaso, la Rodano e ancora tantissimi nomi...non sono state a guardare, non hanno rinunciato ad esporre le proprie vite negli anni bui del fascismo e della guerra, ne a condividere la miseria e la gloria della ripresa.
Le donne, forse, hanno portato su di loro il fardello più pesante: degli anni del post-guerra, quelli in cui gli uomini si dedicavano alle politiche più gratificanti, mentre loro, le donne, continuavano a fare la politica del rimettere insieme i cocci, il cibo e le pezze.


Come sarebbe stata una donna Presidente?
Come è stata la regina Elisabetta per gli inglesi; nessuno si sognerebbe di dire che non è stata una regina all'altezza del suo ruolo solo perché donna.
E' un fatto di cultura che a noi manca (molti discorsi in campagna elettorale ci hanno fatto rizzare i capelli in testa...).
E non ci vengano a raccontare che non ci sono donne da candidare...
La verità è che l'unico motivo per cui una scelta di questo tipo possa avvenire, potrebbe essere nel caso in cui nessuno si metta d'accoro sul nome; le forze politiche si impantanino in modo tale da non trovare soluzioni alla propria sopravvivenza, e allora si che servirebbe qualcuno a togliere le castagne dalla brace, e questo si, potrebbe rientrare nelle specialità di genere: accendere la brace, porvi le cose da cuocere, portarle a cottura giusta...poi offrirle agli affamati quindi...tirarsi via.
Già! Quanta amarezza nel dover sorridere dei nostri guai! Nel dover subire con naturalezza le ingiustizie di genere!
Inutile guardare altri paesi, che poi sono, guarda caso, quelli che apparentemente sono meno evoluti del nostro, e contare quante donne nel mondo stanno al potere.
E' la percentuale quella che conta, quella che fa la differenza, quella che segna la realtà nel nostro Paese.

Dols, 2006

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