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2: Gaia era il nome di una ragazza. Oggi, potrebbe esserlo di una soluzione

di Raffaella Pasciutti

Rea Po. Un campo acceso dai colori autunnali, di foglie cadute a terra e un cielo, a tratti velato ad altri raggiante. Un paese in cui si può ritrovare quel senso di pace tanto auspicato da coloro, donne nel contesto in loco, che fuggono da problemi di ogni genere, ma con quell'amaro comune denominatore della paura nei confronti dell'. Altro. L'Altro può essere un compagno violento, uno sfratto, un lavoro insufficiente o assente del tutto.
Villa Gaia è il nome di questo progetto, ideato da Isa Maggi, mamma di Gaia, ventiquattrenne, scomparsa nel pieno della sua giovinezza, ma con già all'atttivo molte azioni benefiche e Isa, attivista locale, ma conosciuta anche al di fuori dei confini nazionali, sensibile alla discriminazione verso il genere femminile, più colpito rispetto all'opposto, vorrebbe proseguire al posto suo. Un disegno preciso di come diventerà la villa è già stato mostrato alle autorità che dovrebbero avviare le pratiche, ma che, per problemi burocratici, ora, se non presenteranno i fondi economici necessari, rischia di andare all'asta.

L'obiettivo concreto di Villa Gaia è aiutare donne di ogni età, in cerca di un riparo, in un contesto fuori dalla più formale casa-famiglia. Isa sogna un ambiente interno ed esterno che permetta loro di respirare aria di libertà e possibilità di ritrovare una strada per loro stesse e i figli, che possono portare con sé. Parlare in termini economici di un ricordo carico d'amore e di un sogno che è necessità più che ambizione resta doloroso, eppure monetizzarlo è l'unico passo da compiere verso la sua ufficiale realizzazione.

Inoltre, il centro di accoglienza prevede anche il coinvolgimento di attività culturali, cui potranno partecipare anche altre persone, in modo che le benvenute possano allacciare relazioni anche con la comunità, sentendosi meno sole. Esse, infatti, meritano un futuro che brilli come i raggi di sole nei pomeriggi estivi della campagna, quando, forse il caldo non piace a tutti, ma di certo ci si sente carichi e positivi. La nostra realtà può compiere un grande passo in avanti per tutti: ognuno di noi, considerando le risorse a favore, potrà essere ambasciatore di una vita più "gaia" per il Prossimo, giovandone anche in prima persona, poiché il Bene genera soltanto Bene.

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