• facebook

Home » Chi siamo » Direttore editoriale » Editoriali » Oggi » Il diritto più violato
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Il diritto più violato

Quello di Alice.Quarta pagina di cronaca; titolo forte

Un diritto violato del quale non conosceva l'esistenza e del cui valore non poteva avere coscienza .
Infine, un cucciolo senza difese.
Di lei resteranno, in archivio, poche righe sui giornali e in Questura, qualche pietoso ricordo, una lapide ed un numero nel cimitero.
Entrata in punta di piedi Alice, ma con la forza creativa della nascita e dei suoi diritti, ha lasciato il mondo spietato della sua breve vita.
Le pagine dei giornali sono piene di altri fatti e quest'ultimo scorre nella lettura come una delle tante storie che ci fanno male; forse meno di quanto dovrebbero; per poi leggere la pagina successiva e prendere atto che contemporaneamente sono successe tante altre cose nel mondo.
In tempo contemporaneo: il Papa ha parlato della famiglia come focolare della fede e ha tenuto un incontro mondiale delle famiglie a Valencia; Alice non saprà mai che avrebbe avuto il diritto di essere parte di quel pensiero.
A Vibo Valentia le inondazioni hanno travolto tutto e ci sono stati quattro morti; In Spagna è deragliato un convoglio del metrò, facendo trentacinque vittime; i tassisti fanno uno sciopero nel nostro paese e sono preoccupati alla tutela dei loro interessi; il governo è impegnato sull'appoggio in Afghanistan e a cercare motivi di accordi; la Rai sta cercando di mettere un velo sui propri scandali e così, ancora, potremmo continuare per molte pagine.

Non c'è molto spazio per Alice .
Solo tre colonne di pagina in cronaca.
Ci sono tante persone che forse le avrebbero potuto voler bene.
Offrirle il diritto alla vita .
Il diritto più violato, e al di là della cronaca nera, degli articoli con frasi ad effetto per aumentare un orrore che non ha bisogno di accrescersi, resterà un fatto di cronaca, come quello di tanti altri bambini il cui destino non è stato meno sfortunato.
Anche chi scrive non può rimediare in alcun modo a questa violazione e oltre alla denuncia dell'orrore, prova anche vergogna a parlare di Lei per raccontare del mal di noi.

Un'osservazione si, però, si può fare.
Troppe storie di violazione dietro i volti o i nomi di bambini.
Troppo usati, troppo strumentalizzati, troppo sfruttati.
E troppo poco difesi e interessanti per chi si rivolge all'individuo con una mera volontà di sopraffazione e di utilizzo mercenario e politico.
Sarebbe bello che un giorno qualcuno facesse lo sciopero della fame in loro difesa, perché lo seguiremmo in molti; sarebbe bello che i giornali aprissero la prima pagina con un fondo sui loro diritti; sarebbe bello che la politica al di là di ipocriti strumenti dedicati alla parità, alla tutela, alla famiglia, si occupasse al primo punto di loro.
Di Alice, al di là della cronaca mediatica, non ne ha parlato nessuno in prima persona.
Forse perché bisognerebbe ammettere l'impotenza di una società e di uno Stato.
Forse perché dovremmo chiudere gli ombrelloni sulle spiagge in segno di lutto. Forse perché dovremmo ricordarci che non esistono solo i nostri privilegi ed i nostri egoismi.
Invece, Alice, non è che Una in mezzo a tanti e se così non fosse, forse avrebbe vissuto davvero nel 'paese delle meraviglie'.

Dols, 2006

Chiedi informazioni Stampa la pagina