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Derma blu

Fantagiallo dal ritmo incalzante ai confini della fantapolitica, il cui vero protagonista è il desiderio di ritrovare sentimenti ed emozioni
Derma blu,
di Elfriede Gaeng,
Edizioni Interculturali, &.
"Io credo di doverti una spiegazione e raccontarti esattamente cosa è accaduto dentro di me e farti capire. Ma perché tu capisca, e questa è la cosa che mi sta più a cuore, devo partire proprio da quella mattina.
Al mio risveglio uno strano malessere mi percorse. Una sensazione nuova, mai provata prima. Poi ricordai. Da tre notti non applicavo il derma blu prima di addormentarmi. Dovevo resistere. Capire. Dovevo scoprire come funzionava un essere umano senza nessuna sostanza aggiuntiva. C'era qualcosa nel sistema, che pure in apparenza sembrava essere il più perfetto dei sistemi mai sperimentati prima, che non andava. Ci hai mai pensato, Marion?...
Così inizia questo breve romanzo scritto da Elfriede Gaeng , narratrice alla sua seconda opera.
Scrittrice, regista e sceneggiatrice, Elfriede ci conduce verso la fantascienza senza abbandonare per un attimo la sua esperienza 'nel mondo' e la conoscenza degli 'umani sentimenti', con la delicatezza propria di una donna e la forza di chi si chiede dove andremo, come saremo e cosa, infine, resterà di noi.
In "Derma blu, apologo sul futuro, Elfriede ci racconta con ritmo incalzante, di un tempo ancora a venire, apparentemente perfetto, e per questo inconsapevolmente disperato, dove le origini e le differenze dell'individuo sono omologate grazie all' assunzione del derma blu, una droga ufficiale a cui ognuno si sottopone e attraverso la quale la riproduzione naturale è stata sostituita dalla clonazione che può escludere ogni imperfezione.

Un futuro perfetto che garantisce contemporaneamente l'ordine sociale, in cui ognuno si omologa senza sapere che il prezzo è la rinuncia alla libertà e alla possibilità di innamorarsi, fino a quando un tarlo, metafora del dubbio, insinua nella testa di Axel, il protagonista del libro, una domanda.

Un dubbio che incrina la certezza, che attiva lo spirito critico e che lo spinge a porsi delle domande nella ricerca della verità.

Se un tarlo può mandare in tilt un sistema perfetto, cosa dunque può impedire all'uomo di salvaguardare la propria identità?

Essa passa attraverso la relazione, che implica confronto e sentimento e senza la quale l'essere umano non ha umanità
Ed è proprio attraverso la forza dei sentimenti
che i personaggi del libro trovano dentro di loro il coraggio di iniziare una lotta di liberazione che è anzitutto un 'processo di autoliberazione'.

Ambientata in un mondo futuro, nel 2650, questa storia ha molti riferimenti ai problemi del nostro presente. Dove le passioni negative stanno avendo la meglio su quelle positive. Dove l'apparire conta più dell'essere. Dove la finzione e la virtualità contaminano sempre di più la realtà. Dove la pubblicità è diventata più importane del valore stesso delle cose.

Il messaggio che Elfriede Gaeng ci rimanda è la convinzione che il nostro mondo si potrà salvare solo attraverso le passioni positive; l'amore, la solidarietà e tutte quelle che ci spingono ancora a sognare un mondo migliore, un mondo più giusto. Quelle passioni che fanno volare alto l'essere umano.

Un libro per tutti/e che va letto...perché fa bene.
Dols, 2006
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