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L'identità maschile è femmina

Ah queste donne!

Già, queste donne petulanti e noiose che hanno fatto i loro stessi percorsi gelidi delle guerre e della ricostruzione; che hanno cresciuto i figli ed hanno amato i loro uomini, comunque; quelle che hanno assistito i familiari e i bisognosi, i bambini e i malati; che hanno cresciuto la gioventù di tutte le epoche e in tutte le circostanze; quelle donne che ad un certo punto hanno fatto quella sommessa rivoluzione sessantottina insieme a loro; quelle donne che, poi, hanno fatto la loro, di rivoluzione; portatrici non solo di femminismo ma di rivendicazioni concrete nell'economia e nel lavoro, per i diritti civili e per la libertà d'opinione, per rivendicare la loro specificità mettendola a disposizione della società e della politica senza mai dimenticare quello che, non per natura, ma per una storia senza inizio preciso, aveva fatto diventare naturalmente il loro impegno primario, nella famiglia.

Quelle donne che non hanno avuto 'crisi d' identità' ma solo posto 'la rivendicazione ad una identità', affinché non fossero riconoscibili solo fra loro.

Quelle donne che, nel loro cammino, hanno solo rivendicato una parità di diritti sono forse riuscite a mettere in discussione una sana riflessione fra gli uomini? Forse.

Forse qualcuno si pone delle domande; forse.

Eppure gli uomini non hanno mai smesso di pensare che la donna dipendesse da loro.

Loro restano comunque i più forti, basta guardare ai dati statistici, alle percentuali ricorrenti nelle ricerche in ogni settore rappresentativo ecc.

Solo in un punto l'uomo è diventato più debole: il sesso.

E già, perché alla fine e da sempre, per loro, tutto ruota intorno alla forza fisica ed alla sua virilità.

Eva non è che una costola di Adamo; le grandi battaglie si dice le abbiano vinte gli uomini; lo spermatozoo lo donano loro, la forza è nettamente superiore; lo si è visto bene attraverso la violenza fisica che hanno usato ed abusato verso le donne; espressione e insieme di forza e fisicità esplosiva ed implosiva alla quale nulla varrebbe opporre.


A difesa della propria identità, di genere maschile (e della propria intelligenza), l'uomo, per carità solo qualcuno!, tenta di ridiscutere questi parametri, ad ammettere che forse anche loro hanno commesso errori di valutazione e di comportamento; che la violenza, l'abuso, la sottoutilizzazione dell'altro genere non è cosa giusta (né proficua...); che forse si dovrebbe dire qualche cosa di più sulle bambine cinesi scomparse, sugli stupri di gruppo, sulla tratta di donne.


Fa anche 'bella figura' dire queste cose, così gli uomini continuano a piacersi e ad amarsi nonostante il Viagra, l'aborto o la pillola del giorno dopo li abbia fatti vacillare solo per un po'.

Dols, Agosto 2006

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