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Femicidio a Imola

Comunicato Stampa del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna interviene sul femicidio di Imola


Bologna, 7 marzo 2020

Ancora un femicidio in Emilia-Romagna. Questa volta è accaduto a Imola dove una donna di 50 anni, Cornelia Pascalau, è stata uccisa nella sua abitazione. Al momento l'unico indiziato per il delitto è il marito, Ioan Pascalau, 52 anni, che si trova in stato di fermo nel carcere della Dozza.

Se fosse confermata la responsabilità del marito della vittima, questo sarebbe l'ennesimo femicidio sul territorio nazionale. L'Italia è stata recentemente invitata dal Grevio, il Gruppo di esperte che monitorano la corretta applicazione della Convenzione di Istanbul, a fare di più contro la violenza maschile sulle donne. I femicidi infatti non calano e restano stabili ed è necessario attuare interventi sinergici e strutturali che rafforzino la collaborazione tra polizia, carabinieri, ospedali e magistratura e contrastare con maggiore efficacia la sottocultura che alimenta la violenza maschile. Secondo Istat l'81,2% delle donne è stata uccisa da una persona conosciuta, un uomo con il quale era in relazione, l'assassino ha le chiavi di casa eppure non sempre quando le donne denunciano la violenza del partner ottengono misure efficaci. Le misure legislative adottate fino ad ora come la legge sul femminicidio o quella sul codice rosso non bastano, si deve fare di più.

Sul femicidio sono intervenute le attiviste del Centro antri violenza Trama di Terre di Imola: "Siamo arrabbiate. Questo è stato il nostro primo pensiero quando ci siamo riunite oggi. Un'altra donna uccisa dalla lucida arroganza di un uomo. Non si chiama raptus, come alcuni giornali già dicono. Da anni continuiamo a chiedere che le istituzioni intervengano con politiche serie a contrasto della violenza maschile contro le donne. Soprattutto che intervengano in modo significativo su chi agisce violenza. Chiediamo anche che si intervenga sulla cultura, perché ancora oggi la violenza sulle donne viene considerata normale, o non viene neppure riconosciuta. Fino a quando il nostro sistema culturale, politico e legislativo, non attribuirà la responsabilità della violenza a chi davvero l'agisce, le donne pur di non sentirsi giudicate, si assumeranno il rischio e non lasceranno la propria casa per non subire un processo sociale sulla veridicità della loro storia. Ad ottobre, dopo un altro tentato femicidio a Imola, abbiamo scritto "Vogliamo essere credute da vive". Dopo oggi, auspichiamo che le istituzioni ci ascoltino davvero, per costruire insieme politiche funzionali affinché tutte le donne possano vivere libere dal ricatto della violenza degli uomini".

Alessandra Davide presidente Trama di Terre

Coordinamento dei Centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna

• Casa delle donne per non subire violenza - Bologna
• Sos Donna - Bologna
• Udi - Bologna
• Vivere Donna - Carpi
• SOS Donna Onlus - Faenza
• Centro Donna Giustizia - Ferrara
• Trama di Terre - Imola
• Demetra Donne in aiuto Onlus - Lugo
• Casa delle donne contro la violenza - Modena
• Centro Antiviolenza Onlus - Parma
• La Città delle Donne - Piacenza
• Linea Rosa Onlus - Ravenna
• Nondasola - Reggio Emilia
• Rompi il silenzio Onlus - Rimini

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