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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte Al Ministro dello Sviluppo Economico Al Ministro dell' Economia Al Presidente Anci Antonio Decaro

Gli STATI GENERALI delle DONNE

Lettera aperta al
Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte Al Ministro dello Sviluppo Economico
Al Ministro dell' Economia
Al Presidente Anci Antonio Decaro Loro Sedi

alla luce delle nuove stringenti disposizioni ministeriali diffuse con il DPCM 11/03/2020 e delle misure adottate dalle singole Regioni per contenere la diffusione epidemiologica del Coronavirus, lo scrivente movimento chiede l'adozione di misure straordinarie per far fronte ad un'epidemia senza precedenti che ha messo a dura prova la società intera nei suoi pilastri fondamentali, quelli delle relazioni economiche e dei legami familiari e sociali, che ha cambiato i fondamentali dell'economia e del mondo del lavoro, così come finora li abbiamo conosciuti e vissuti.
Valutiamo positivamente le misure annunciate dal Governo per sostenere economicamente le imprese e le famiglie anche se invero sembrano ancora insufficienti, ma sono tardive e non molto chiare nei metodi e nelle procedure di applicazione. Ci sembra siano carenti soprattutto in relazione ad un progetto di sviluppo che dovrà fare i conti con un passato di crescita distruttiva delle risorse del Pianeta e potrà invece cogliere l'occasione per una svolta ecologica e più centrata sulla tutela e sul rafforzamento delle persone.
Preoccupate per la situazione di incertezza generale e su quale sarà il futuro del Paese, chiediamo a Voi e quindi al Governo una profonda riflessione e un alto senso di responsabilità per tutelare le città, i piccoli comuni, i piccoli borghi, le comunità, ma anche i lavoratori, le lavoratrici, le fasce più deboli di una comunità e tutti quelli che direttamente o indirettamente stanno pagando il prezzo più alto di questa emergenza.
Gli Stati Generali delle Donne, da sempre impegnate nell'ambito delle politiche del lavoro, dell'economia, della finanza, del femminile, dei diritti, della cultura, della scuola, della formazione, della pace e del dialogo, del ben vivere, dello sviluppo, intendono farsi garante, da Nord a Sud, di una
richiesta a maglie larghe al Governo: difendere le città, i territori, il lavoro dall'impatto devastante dell'emergenza, per la necessità di contenere gli
effetti negativi che sta producendo sul tessuto economico e sociale, senza sacrificare il diritto alla salute delle comunità.
Apprezziamo nel sistema delle misure governative l'attenzione al sostegno al lavoro delle donne e la considerazione sia come imprenditrici sia come protagoniste del lavoro di cura nelle famiglie. Chiediamo però al Governo di procedere per tutte le forme di sostegno economico, in particolare per
quelle che riguardano le donne, di coinvolgere i Sindaci delle città italiane, protagonisti sensibili e attenti sensori delle comunità che amministrano.
Le città, i comuni, hanno un ruolo centrale nella scelte politico-governative che ricadono sui territori perché al centro della loro azione amministrativa ci sono diritti e bisogni, giustizia sociale e uguaglianze. Le città sono in grado di costruire modelli di solidarietà e di coesione, in modo che le differenze diventino un'effettiva ricchezza, e sono capaci di rispondere repentinamente ai bisogni delle loro comunità.
La sospensione totale delle attività economiche, culturali, prima nelle regioni del Nord, e poi in tutta Italia è stata la prima delle misure di riduzione delle entrate, che segna l'inizio di una crisi economica senza precedenti, ma anche una misura di riduzione della socialità. Ora sono indispensabili e
non rinviabili misure che ne assorbano gli impatti. Pertanto, chiediamo a Voi, e al Governo tutto, che vengano messi in campo atti concreti per
sostenere l'azione degli enti locali sia per quanto riguarda l'erogazione di ulteriori servizi, sia per quanto riguarda la tutela dei cittadini come rinvio alle scadenze del pagamento dei tributi e misure che consentano una maggiore capacità di spesa legata alla difficile fase che sta attraversando il nostro Paese. Interventi strutturati che coinvolgano i diversi settori degli enti di prossimità e dei cittadini: servizi del welfare, del bilancio, del sostegno al reddito dei contribuenti, della moratoria per le rate dei mutui e delle bollette.
Chiediamo, quindi, al Governo, con il coinvolgimento dei Comuni nello stabilire le reali esigenze, il sostegno economico e finanziario a lavoratori e lavoratrici, imprese, commercianti attraverso l'ampliamento dei settori previsti per l'uso degli ammortizzatori sociali, senza limiti relativi alle dimensioni e all'inquadramento contributivo dell'azienda, dell'anzianità lavorativa, della tipologia di rapporto di lavoro; l'identificazione di una causale specifica riconducibile allo stato di crisi; la sospensione dei termini per gli adempimenti di tipo contributivo previdenziali e assistenziali, una necessaria sburocratizzazione e semplificazione delle procedure.
A tal fine riteniamo necessaria l'attivazione di un Tavolo di consultazione con l'ANCI.
La politica può dare sicurezza alle comunità solo se si impegna nel trovare risposte concrete, come misure atte a dare ossigeno e sostegno alle città e ai comuni.

Isa Maggi
per Stati Generali delle Donne

Maria Lippiello
per il Comitato Scientifico

Mirella Giannini
per Stati Generali delle donne Puglia

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