• facebook

Home » Donne Oggi » Testimonianze e contributi » Donne, è l'ora della parità
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Donne, è l'ora della parità

di Linda Laura Sabbadini

Come superare le diseguaglianze di genere

Stati generali. Èvenuto il momento delle grandi scelte.
L'Italia è un Paese dove ilcarico di lavoro non retrtbuito familiare si è sempre e inesorabilmente scaricato sulle spalle delle donne che hanno pagato un alto prezzo per questo: interruzioni del lavoro dopo la nascita dei figli, percorsi di carriera compromessi, marginalizzazione nel lavoro, ricatti sessuali a non finire. Anche per quelle che si sono "affermate".
Non esagero. Lo dicono, anzi lo urlano, i dati ufficiali. E allora interroghiamoci sul da farsi. Qui non sitratta di "includere" le donne, non si tratta di "tutelarle", né di fare la carità. Si tratta di rispettare i principi della Costituzione non applicati, di rompere con la vergogna di essere una delle più grandi potenze al mondo democratiche, dove meno della metà delle donne lavora. Serve, per la prima volta, una svolta vera con azioni efficaci da mettere in atto.
n Family act ha il pregio di aver rimesso al centro queste questioni, con l'obiettivo di ridurre il costo dei figli, e di aumentare la condivisione all'interno della coppia. Ma c'è bisogno di una spallata ulteriore. Vogliamo una volta per tutte agire per lo sviluppo dell'occupazione femminile? Vogliamo adottare misure che spingano i padri a prendersi cura dei loro figli non solo con le madri, ma anche da soli con congedi di paternità e parentali in periodi diversi dalle madri? Possiamo finalmente garantire alla maggioranza deibimbi da O a 3anni di andare al nido anche se poveri o residenti nel Sud ed avere così le stesse opportunità educative?
Se sì è necessario liberare il potere dal monopolio maschile, rendendolo realmente contendibile sulla sola base del merito. Cosa che fino ad ogii ci è assolutamente negata.
In decenni, diciamocelo, poco si è fatto. Pochissimi gli stanziamenti per lo sviluppo delle infrastrutture sociali. Tante parole, tante promesse. Ci si sono scontrate tutte le ministre per le Pari Opportunità. I fondi non c'erano mai. E allora non stiamo lìa lamentarci che siamo il fanalino di coda per l'occupazione femminile in Europa. Stereotipi e pregiudizi hanno lasciato il nostro Paese nell'angolo.
Siamo il Paese delle conferenze epane! di uomini, delle commissioni di uomini, del potere di uomini. Dobbiamo cambiare rotta. Bisogna ridare valore sociale alla maternità e paternità. Cominciamo a investire in infrastrutture sociali. Von der Leyen ha fatto molto nel suo Paese' su questo. E proprio sepensiamo alla Germania se solo investissimo, in proporzione al numero di abitanti in assistenza sociale e sanità, come loro, sapete quanti occupati in più dovremmo assumere? l milione 700 mila, nella stragrande maggioranza donne.
E se investissimo seriamente negli asili nido? Perseguiremmo quattro obiettivi con una sola misura: incremento di occupazione femminile di 100mila lavoratrtci nei nidi, crescita di occupazione femminile generale indotta da migliore conciliazione dei tempi di vita; minore disuguaglianza tra bambini del Nord e del Sud, poveri e ricchi; aumento della probabilità di fare figli per chi lo desidera. Non si tratta di una misura qua e di una là. Abbiamo bisogno di reali investimenti e di un sistema di interventi che faccia la differenza. Èun'opportunità che non possiamo lasciarci scappare. Dobbiamo redistrtbuire le ore di lavoro familiare nella coppia e nella società.
Èvenuta l'ora della verità. Èuna questione di priorità. Le donne non potranno accettare una mano di "pink washing'' che dia la carità. Basta con le promesse. Questo Paese non ripartirà, senon saprà basarsi sui saperi femminili e giovanili.
È venuta l'ora della riscossa delle donne per laloro libertà. È venuta l'ora dell'unità. Solo se sapremo essere compatte ci si riuscirà...

laRepubblica, 15 giugno


L 'autrice è direttora centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esdusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l1stat

Chiedi informazioni Stampa la pagina