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Nella direzione giusta: appuntamento il 27 giugno

di Marta Ajò



Dopo avere portato avanti, fin dal 2014, un progetto di rilancio della politica femminile, trascurata nel tempo quando non dimenticata, il movimento degli Stati Generali delle donne ha lanciato in modo esplicito un appello, rivolto complessivamente a tutte/i, persone e associazioni, istituzioni ed elette/i, alla società e a chi la rappresenta, per tirare le fila ed accedere ad una nuova e adeguata visione del protagonismo femminile.
Per questo hanno indetto, per il prossimo 27 giugno, un primo appuntamento. Virtuale nella forma ma che vuole essere concreto e determinante nella sostanza, per adire a questo nuovo e non solitario progetto.

Non è un caso che una figura rappresentativa per le donne come Livia Turco, ex Ministro della Salute e dirigente nazionale del PD, ne abbia ripreso sostanzialmente gli intenti in un suo articolo del 18 giugno.
Una lettera rivolta alle donne italiane tramite le pagine del giornale La Repubblica, in cui le invita ad essere determinanti e "soprattutto unite. Andare in ordine sparso, impegnarsi ciascuna nella propria associazione è segno di generosità. Ma rischia di rimanere una testimonianza. Care donne, dobbiamo cambiare passo. Lo dico da cittadina che ha una storia politica e che sente oggi la passione e il dovere di fare la sua parte per costruire un mondo nuovo".
Una posizione ripresa anche dal gruppo #DallaStessaParte con un richiamo ad unire le forze, "Vogliamo generare una grande onda di partecipazione, per essere decisive nelle scelte e nelle decisioni politiche che riguardano la vita di tutti i giorni".

Un incontro concreto, fattivo e decisionale, che non può ripartire da Adamo ed Eva, con le conseguenze disastrose che hanno avuto nella storia dei generi, non per ripercorrere i molti fallimenti ed alcune, pure importanti, conquiste che la resilienza ed il coraggio delle donne hanno permesso.
Certo è che il racconto di "noi" è pieno di buchi neri da riempire. Di "sofferenze" che abbiamo saputo raccontare, oltre i fatti e le parole, con dati e numeri.
Noi, che la storia l'abbiamo raccontata e soprattutto vissuta sulla nostra pelle, noi che con coraggio ci siamo battute ma che con responsabilità non abbiamo voluto scardinare il sistema.
Incontriamoci dunque!

Per segnare la dead line del racconto e passare a ridisegnare con concretezza le questioni che ci dovranno vedere coinvolte e protagoniste.
Sia chiaro che per noi:
l'economia non è l'economia domestica, il salario non è il riempimento del salvadanaio, la salute non è lo zabaione ricostituente, l'ambiente non è la pulizia dell'androne di casa, la violenza non è il pizzicotto.

Le nostre radici, bitorzolute ma anche lineari, hanno ramificato inesorabilmente, senza dissestare troppo il terreno oggi devono uscire con forza allo scoperto, con la potenza secolare che le ha spinte fino al nuovo millennio.
O ora o mai Più!
Ecco perché quelle che ad oggi appaiono adesioni a questa chiamata unitaria riempiono di speranza.

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