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11/19 luglio, 66.mo Taormina Film Festival: La Storia Vergognosa Cuntu d'amore e di riconoscenza all'Umile Italia

#il film documentario_proiezione speciale in anteprima

#noicisiamo4

66.mo Taormina Film Festival
11-19 luglio 2020

Palazzo dei Congressi / my movies streaming
Casa del Cinema / Teatro Antico

@lastoriavergognosa
@theshamefulstory

https://emigrazione-notizie.org/?p=32149

La storia vergognosa
Cuntu d'amore e di riconoscenza all'Umile Italia

Film Documentario 78'
Soggetto e Regia di Nella Condorelli Produzione Factory Film srl Produzioni indipendenti
in associazione con Istituto Luce Cinecittà
AAMOD Archivio Storico del Movimento Operaio e Democratico

www.lastoriavergognosa.com facebook The Shameful Story. A film project

SINOSSI

Una giovane donna, Fiorella, quarta generazione di emigranti nel continente americano, modella affermata nel mondo dell'alta moda internazionale, torna in Sicilia, nei luoghi da dove i suoi bisnonni emigrarono, nel 1910, spinta dal desiderio di saperne di più sulla prima grande ondata migratoria italiana che portò oltreoceano milioni di uomini, donne, ragazzi.

Incontrerà un teatro quasi magico e una compagnia di artisti di strada – la compagnia di Mnemosina -, che sta preparando uno spettacolo sull'emigrazione italiana primo Novecento, aiutata da uno strano personaggio, il Pircanti, folletto narratore della fiaba siciliana, e ispirata da frammenti di immagini che il nascente cinema del tempo comincia a consegnare alla storia, e dalle forti testimonianze di due giovani donne, una maestra veneta ed una contadina siciliana, partite per le Americhe nelle prime due grandi Emigrazioni di massa dell'Italia moderna e contemporanea, quella dal Veneto negli ultimi vent'annni dell'Ottocento, e quella dalla Sicilia, tra il 1900 ed il 1925.

Seguendo i nostri artisti in una viaggio un pò reale un pò magico, alla ricerca di una parte di identità perduta, Fiorella conoscerà le pagine più censurate dell'emigrazione italiana nelle Americhe. Mentre il viaggio di quei lontani dimenticati emigranti si fa metafora di tutti i
" viaggi della speranza " lungo il Novecento sino ad oggi.

DA DOVE PARTE QUESTO FILM. UNA QUESTIONE DI MEMORIA

Tra il 1880 ed il 1915 più di cinque milioni di persone partirono dall'Italia verso le Americhe. E' conosciuta come la Grande Emigrazione, la prima ondata migratoria di massa della storia italiana, la più imponente dell'Europa del tempo, uomini e donne che partono da quasi tutte le regioni italiane.
Sono contadini, braccianti, muratori, operai, artisti di strada, piccoli artigiani, studenti,
intellettuali, maestri, donne, uomini e bambini...

Emigrano stipati in piroscafi sovraffollati, spesso navi merci che esportano generi alimentari e prodotti di miniera.

C'è chi sale a bordo clandestinamente, grazie alla complicità tra le organizzazioni illegali dei passaporti falsi e la rete di interessi che alimenta questo "commercio dei poveri" (definizione tratta dal quotidiano La Tribuna di Roma, 1890).
Sono armatori in concorrenza tra loro, agenti interessati solo alle provvigioni, autorità
marittime compiacenti, direttori di banche attratti dalle rimesse, prefetti e parlamentari distratti, sino a sindaci, notai e segretari comunali, ufficiali postali, avvocati, albergatori, ristoratori, capistazione, parroci, scrivani, casalinghe e nobildonne, esattori, usurai...

Le statistiche dicono che a partire per prima, negli anni Settanta dell'Ottocento, è la gente del Veneto, seguita poi nell'ordine da Basilicata, Calabria, Abruzzi e Molise, Campania, Marche e Umbria.
Dopo il 1900, soprattutto dal Sud d'Italia e dalla Sicilia, con massicce ondate migratorie che svuotano interi villaggi. Nei registri di Ellis Island i siciliani sono definiti " No White".
Sui moli d'imbarco, a Genova, a Napoli, a Palermo, e a bordo dei piroscafi, trovano anche ladri e farabutti di ogni risma.
Manigoldi travestiti da camerieri, facchini, finti emigranti specializzati nei furto dei pochi spiccioli che qualcuno ha in tasca, delle scarpe vecchie e persino gli stracci (una coperta usurata dal tempo, un fagotto di vestiti laceri) che gli emigranti si portano dietro.

Si parte per il lavoro.
Il mondo sull'altra riva gli è completamente ignoto. L'oceano fa paura. Vento e pioggia, pioggia
e vento. Nelle camerate di terza classe si dorme a terra. Il cibo spesso è marcio.
I naufragi sono comuni, e tanti, tantissimi non sanno neppure nuotare, non hanno mai visto il
mare. Sul piroscafo Frisia, nel 1889, si conteranno 27 morti per asfissia e 300 ammalati gravi per fame e sete; sul Cachar, nel 1888, 34 morti per asfissia; sul Carlo Raggio, nello stesso anno, 18 morti per fame.
Nel naufragio del Sirio, in Spagna, ancor prima di affrontare l'oceano aperto, i morti saranno 400 morti, e 300 i dispersi. E' l'anno 1906.

Chi tutela gli emigranti italiani ?
La legge per l'Emigrazione approvata nel 1901 istituisce il Commissariato generale per la Tutela dell'emigrante ed il riconoscimento dei suoi diritti.
E' la prima legge sull'emigrazione italiana all'estero, aspetterà sino al 1919 per veder approvato il Testo unico che la disciplina, garantendo con qualche distinguo anche la libertà di espatrio per motivi di lavoro.

PENSIAMO DI SAPERE TUTTO DELLA GRANDE EMIGRAZIONE ITALIANA ?

Nel 1976, cento anni esatti dopo la prima ondata migratoria veneta, i censimenti hanno contato 30 milioni gli emigranti italiani all'estero, dalle Americhe all'Australia, all'Africa, all' Europa. Oggi si calcola che siano 70 milioni lungo quattro generazioni. Sono medici, avvocati, operai, scienziati, commercianti, artisti, industriali, maestri, musicisti... Uomini e Donne. N on c'è paese che non sia stato arricchito, economicamente e culturalmente, dall'apporto delle e degli italiani.
Ce ne ricordiamo qua e là, quando c'è da celebrare il genio italico.

Ma cosa sappiamo veramente dell'esperienza della prima generazione di emigranti che in America costruì materialmente, con le proprie mani, ponti, ferrovie, strade, grattacieli, opifici, telegrafi, metropolitane, camicette bianche, cappellini e guanti… Dei muratori, carpentieri, garzoni, imbianchini, vetrai, che hanno costruito decine di città, da Manhattan a Buenos Aires, come le conosciamo oggi... Dei bambini che distribuirono giornali a cinque anni e scesero in miniera a undici, dei braccianti e dei contadini che coltivarono cotone e zucchero, caffè e fragole, chiamati al posto degli schiavi...Delle migliaia di italiani e italiane che parteciparono agli scioperi contro il razzismo e per i diritti del lavoro, dando vita e forza al movimento operaio americano... A nord e a Sud del continente...
Che cosa sappiamo veramente delle ragioni che li spinsero ad emigrare, a milioni?
Questo film documentario è dedicato a loro, alla prima generazione di emigranti italiani, gli InvisibilI della storia dell'Italia moderna e contenporanea.

E LE DONNE ? QUANTE STORIE SCONOSCIUTE CI SONO NELLA GRANDE EMIGRAZIONE ITALIANA?

La Grande Emigrazione italiana femminile nelle Americhe non è stata sinora compiutamente indagata, a centoventi anni di distanza le donne restano le più invisibili. Eppure, sappiamo bene che alla loro tenacia e ai loro sacrifici si deve moltissima parte dell'affermazione e del successo italiano nel mondo.

Questo film documentario apre per la prima le pagine inedite dell'emigrazione femminile nelle Americhe primo Novecento.
Al centro c'è una storia profondamente personale : i ricordi della regista figlia e nipote di siciliani e lucani emigrati nel 1900 in Sud America.

Ma "The Shameful Story" non è il racconto di questa singola esperienza individuale, è il racconto di una vicenda collettiva della quale furono e sono protagonisti milioni di italiani e i loro discendenti, donne e uomini insieme.

MEMORY IS NOT PASSIVE, IS A ACTE OF RESISTENCE

"Memory is not passive, is a acte of resistence", così Chris Marker, grande regista francese e partigiano della Resistenza contro l'invasione nazista nella seconda guerra mondiale, definisce il ruolo della Memoria nell'opera cinematografica.

"The Shameful Story" è un film documentario sul potere della Memoria per capire il presente. Un film sulla vertigine del Tempo. Scava nel silenzio di una storia censurata, e ne racconta fatti e ragioni. Pregiudizi, intolleranze e razzismi che, riproducendosi, precipitano l'umanità nelle grandi tragedie.

E' un documentario storico eppure tremendamente d'attualità.

"UN ITALIANO IN AMERICA"
IL FILO ROSSO DEL NOSTRO DOCUMENTARIO

E' stato il più grande inviato italiano del primo Novecento. A torto dimenticato. Il suo Diario d'emigrante, riscoperto dalla regista Nella Condorelli durante la ricerca storica alla base del film, ci sorprenderà e ci emozionerà.

Nel 1900, quando pubblica Un Italiano in America e Nel Paese dei Dollari Adolfo Rossi ha poco più di trentanni. E' già considerato tra i più grandi inviati italiani del suo tempo. Il suo stile è asciutto, descrittivo; le sue inchieste basate sui fatti.

Veneto, nativo del Polesine, Rossi ha fatto il suo apprendistato di cronista a New York dove è emigrato da Rovigo, appena ventenne, per sfuggire alla povertà ed alla noia della provincia.

Il giornale è Il progresso italo-americano, fondato da Giuseppe Barsotti, un intraprendente emigrato ligure che a New York ha fatto i soldi affittando letti a castello e brandine sconnesse agli immigrati italiani. ll Progresso, fondato in dispetto del governativo L'eco d'Italia, si fa in un sottoscala con ritagli e novelle copiate da vecchie gazzette italiane, incollate a mano.

Rossi si concentra invece su quello che gli sta intorno, il suo sguardo riflette lo sguardo di tutti gli emigranti di fronte al "nuovo mondo", il suo obiettivo è puntato sul lavoro. Ecco New York, le ferrovie che corrono su binari aerei e il Circo Barnum, i miliardari della Quinta Avenue, lo strepitoso racconto di viaggio con un gruppo di contadini siciliani e veneti dai tenements fatiscenti del Lower Est Side alle miniere del Colorado attraverso sette stati...

Nel 1902 Rossi andrà in Brasile, Argentina e Paraguay come ispettore del Commissariato generale per l'Emigrazione. Giornalista oramai affermato, non ha cambiato stile, descrive con rigore ciò che vede e gli raccontano i coloni che incontra nelle fazendas; precisi, graffianti, senza cedimenti alla retorica, i suoi articoli sono un modello di inchiesta.

NEWSIES

Avevano dai 5 ai 13 anni, molti erano figli di poverissimi immigrati italiani, in particolare del sud d'Italia e siciliani. Vendevano per strada i giornali comprati a pacchi dagli editori. Erano in pratica i distributori, con turni pesantissimi e pochi centesimi di guadagno.

Nell'estate del 1899 scioperarono in 5.000, bloccando anche il ponte di Brooklyn. Provocarono il crollo del New York World e del New York Morning Journal degli editori Joseph Pulitzer e William Hearst (cui è ispirato il film Quarto potere di Orson Welles) che gli lanciarono addosso uomini armati e cani.

Le foto Newsies di Lewis Hine, 1874-1940, considerato il più grande fotografo americano di denuncia delle condizioni del lavoro minorile nella prima metà del '900, sono conservate negli US National Archives.

TRIANGLE FIRE
New York. Triangle Waist Company, Sabato 25 marzo 1911

Sono le cinque del pomeriggio quando nelle stanze della fabbrica tessile Triangle Waist Company scoppia un incendio. In pochi minuti, il fuoco consuma velocemente i vecchi locali, alimentato dal legno secco dei tramezzi, dallo scoppio dei ferri da stiro a carbone che si allineano sui banconi della catena di montaggio.
Per 140 operaie e 6 operai, tra cui due bambini di 11 anni, non c'e niente da fare: ogni giorno I caporali chiudono le porte dall'esterno, lavoratici e lavoratori rimangono intrappolati dietro gli usci sbarrati.
Sono tutte italiane, in gran parte siciliane, e ebree ucraine. Fuggono dalla miseria del feudo e
dai pogrom. Molte di loro risultano iscritte al sindacato tessile che rivendica le otto ore e sicurezza sul lavoro. Il giorno dei funerali, Chiese e Sinagoghe piangeranno insieme.

L'incendio alla Triangle Waist Company è considerata negli Stati uniti la più grande grande tragedia del lavoro americana, ed è commemorata ancora oggi .

INTERVISTA ALL'AUTRICE E REGISTA NELLA CONDORELLI

• Perchè hai deciso di fare un film documentario sulla Grande Emigrazione italiana nelle Americhe primo Novecento ? Molti direbbero che è un tema superato...

Sono figlia di emigranti, mia madre è nata e cresciuta in Sud America. A metà degli anni Trenta, quando aveva solo nove anni, tornò in Sicilia con la famiglia per conoscere i luoghi e i parenti rimasti ma, a causa della morte improvvisa del nonno durante il viaggio, finì per restarci per sempre. Quella Sicilia le era estranea, mia nonna era lucana e neppure capiva il dialetto siciliano. Si rifugiarono nello spagnolo, la lingua di nascita, ad Asuncion. Per tutta la vita mia nonna, mia madre e le sue sorelle hanno continuato a parlare tra loro solo in castigliano. Usavano anche espressioni guaranì che col tempo ci divennero familiari. Mia madre non raccontava mai le storie dell' emigrazione familiare, esprimeva solo il desiderio di tornare a rivedere Asuncion e i parenti rimasti là. Un desiderio che ha esaudito alla bella età di 79 anni quando abbiamo rifatto quel viaggio insieme.
Non credo che si sappia tutto sulla Grande Emigrazione italiana nelle Americhe, e non credo neppure che ce ne ricordiamo abbastanza. In Italia, il primo convegno di studi dedicato a questo argomento è stato fatto all'Univerdsità La Sapienza di Roma negli Anni Ottanta, quando era ormai era passato quasi un secolo da quegli eventi.

• Perchè hai scelto questo titolo "The Shameful Story - La Storia Vergognosa "?
Negli scritti di molti emigranti si accenna al " sentimento di vergogna " nei confronti della condizione di emigrante. Come se emigrare fosse una colpa ed una responsabilità personali, mentre sappiamo bene che i milioni di italiani che emigrarono cercavano lavoro e benessere per sè e per i figli, quel benessere che non avevano avuto in Italia.
Neanche dall'altra parte dell'oceano era tutto rose e fiori per loro, trovarono discriminazione e razzismo. L'identità divenne quasi un peso. La cosa interessante è che oggi molti giovani italo- americani, come la nostra protagonista Fiorella, sono alla ricerca di quella identità.
Mentre pensavo il film mi è capitato di leggere in rete articoli e interviste che descrivevano la voglia dell'ultima generazione di italo-americani non solo di conoscere i luoghi da dove partirono i loro bi- snonni, ma anche la propria componente identitaria e culturale italiana.

• Puoi descriverci sinteticamente il tuo documentario ?
E' un documentario che ha radici nella mia storia personale, ma non è un film su una vicenda individuale di emigrazione, è il ritratto collettivo di una generazione di emigranti. Uomini e donne di fronte alla possibilità del riscatto dalla miseria. E' un film sul lavoro degli italiani e delle italiane all'estero, un tema che in Italia viene solo sfiorato perchè, quando si parla di emigrazione. Il mio documentario racconta la fatica del lavoro, ma anche la voglia di farcela, Il coraggio, la capacità di prendere in mano il proprio destino. Furono migliaia gli emigranti italiani che parteciparono democraticamente alle manifestazioni per il diritto al lavoro che negli Stati Uniti dei primi del secolo Novecento hanno insegnato al mondo che significa uguaglianza. L'aspetto secondo me più interessante riguarda le donne emigranti, questo è il primo film che indaga l'emigrazione femminile italiana.

• A chi pensi di rivolgerti?
Al grande pubblico, certamente, poiché la vicenda dell'emigrazione italiana tocca quasi tutti gli italiani, in ogni regione. Con un occhi particolare alle giovani generazioni, studenti e studentesse, su una riva e sull'altra. Scuole di secondo grado e università. E poi alle associazioni, le reti internazionali che lavorano sulla storia e la memoria. Per questo, ho lavorato su una struttura narrativa che mescola messa in scena e repertorio. C'è una compagnia di artisti di strada, con la primattrice Mnemosine, la cantastorie, i giocolieri e i mangiafuoco, che sta preparando uno spettacolo sull'emigrazione, raccogliendo indizi e storie qua e là.
Una ragazza italoamericana, in viaggio verso Comiso, in Sicilia, il paese da cui emigrarono i suoi bisnonni, li incontra per caso, li segue, si ritrova immersa in un teatro quasi magico e in una vicenda ricostruita grazie a documenti inediti, indizi letterari, fotografie, suoni, e soprattutto frammenti di immagini cinematografiche, il primo cinema sociale del Novecento. L'io soggettivo si moltiplica in mille voci trascinate dai ricordi di due donne, una maestra ed una contadina, emigrate rispettivamente dal Veneto e dalla Sicilia...

• Qual è la domanda centrale di The Shameful Story?
Perchè dimentichiamo ?

CREDITS

Soggetto e regia
NELLA CONDORELLI

con ENRICA ROSSO EVELYN FAMA
FIORELLA MIGLIORE
CARMELO RAPPISI MATILDE POLITI FRANCESCO FOTI I JOCULARES

con l'amichevole partecipazione di
LEO GULLOTTA JOSE' LUIS ARDISSONE

Con il contributo musicale di
ALFIO ANTICO

Montaggio
BRUNO e FABRIZIO URSO

Fotografia
VINCENZO CONDORELLI (AIC)

Montaggio del suono e mixer
RICCARDO SAMPERI RTP MUSIC

Sonorizzazione repertorio
VALERIO SCIRE'

Musiche
MASSIMO ZAMBONI ANDRES LAPRIDA
RICCARDO SAMPERI e CLAUDIO ALLIA

Trucco
ANTONELLA SHEILA MUZZETTA

Costumi MARIA CONDORELLI ISABELLA FICHERA

Traduzioni
LAURA KLINKON, ROCHESTER, USA

Prodotto da
Factory Film srl Produzioni Indipendenti

in associazione con
Istituto Luce Cinecittà Roma
AAMOD Archivio Storico del Movimento Operaio e Democratico

con la collaborazione
Dipartimento del Tursimo Sport Spettacolo / Sicilia Film Commissione Assessorato al Turismo Sport Spettacolo
della Regione Siciliana

con il riconoscimento
"Film d'interesse culturale" Direzione Generale del Cinema
MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

con il Patrocinio
Ambasciata d'Italia in Paraguay

con la collaborazione
Consolato Generale d'Italia a Philadelphia, Usa
Archivio di Stato di Palermo Soprintendenza Archivistica della Sicilia Archivio di Stato di Rovigo

Con il supporto alle riprese Comune di Castiglione di Sicilia Comune di Comiso
Comune di Alia
Comune di Lendinara Murgo Tenuta San Michele srl
Diffusione Tessile srl

Con l'adesione
FNSI Federazione Nazionale della Stampa italiana

Un Grazie Speciale a
NYWFT New York Women in Film and Television, New York USA

La Storia Vergognosa
Cuntu d'amore e di riconoscenza all'Umile Italia
78'
Colore e b/n Repertorio
Lingua Italiana, Dialetti del Veneto e della Sicilia Sottotitoli englsh / espanol

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