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GERMANIA L'ANNO ZERO DELLA POLITICA

di Elisabetta Righi Iwanejko

Un'ossessione inconscia può diventare fenomeno reale quando la si evoca troppo in dichiarazioni e interviste. Un effetto boomerang che Angela Merkel ha sottovalutato perchè citare spesso il periodo della Repubblica di Weimar, è stato forse un errore madornale. Certamente ad un secolo di distanza, sono tante le differenze. Tuttavia ci sono molti punti di contatto: in primis il sistema proporzionale che elegge i deputati del Bundestag erede del Reichstag e la crescente polarizzazione dell'arco partitico. Le elezioni del settembre 1930 decretarono l'ascesa di nazisti e comunisti, oggi è la destra euroscettica, populista, xenofoba ad imporsi. Una destra che non è un retaggio del passato, bensì un nuovo movimento che ha intercettato il cosiddetto voto di protesta e il mai sopito sentimento nazionale pangermanico cresciuto a metà ottocento.

L'Afd non è un oggetto misterioso in quanto propone come dice l'acronimo un'alternativa per la Germania. La stagnazione dei partiti tradizionali con l'oramai anacronistica grosse koaliton tra democristiani e socialdemocratici al governo è il segnale di un cambiamento in atto. La recessione, iniziata prima dell'emergenza coronavirus, potrebbe segnare il termine dell'era Merkel. Cancelliere dal 24 novembre 2005 per mancanza di rivali interni ed esterni, Angela Dorothea è prossima ad eguagliare i 16 anni di potere del suo padrino Helmut Kohl.

Le elezioni del settembre 2021 sono una tripla incognita: si ripresenterà la Merkel? Sarà varata l'inedita coalizione tra democristiani e verdi? Quanto crescerà Afd? Una prova tecnica significativa sono state le elezioni regionali in Turingia con Afd ago della bilancia del Landtag di Erfurt. Un salto all'indietro della storia poichè il parlamento regionale dell'ex laender della Germania Est aveva eletto nel 1930 il primo governo regionale della Repubblica di Weimar con ministri nazisti. Un esecutivo che aveva concesso nel 1932, la cittadinanza tedesca ad Adolf Hitler, austriaco di nascita, per partecipare alle elezioni presidenziali. La spada di Damocle della questione europea peserà molto sul risultato delle urne fra un anno.

La Germania fautore del MES cerca di mediare tra i paesi nordici e l'Olanda e gli stati dell'Europa Orientale e del Mediterraneo. L'accettazione dei diktat di Erdogan sul contenimento dell'immigrazione ha indebolito Berlino che ad inizio secolo aveva capeggiato il fronte del no sull'adesione della Turchia all'Ue. Senza contare la storica spaccatura interna tra i laender del Nord berlinocentrici e la Baviera cattolica che come la Catalogna, le Fiandre, la Croazia dell'ex Iugoslavia, la Slovacchia ha sempre espresso una vocazione a metà strada tra maggiore autonomia e scelta indipendentista. Pertanto il 2021 sarà un anno decisivo che riserverà sorprese e novità.

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