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La morte di Ebru Timtik: Noi Rete Donne invia una lettera all'ambasciatore turco

all' Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia

Ebru Timtik è morta. Il 27 agosto 2020, dopo 238 giorni di sciopero della fame, iniziato nel gennaio 2020. Ebru Timtik era in stato di detenzione dal 2018, a seguito di un processo farsa -di cui non accettava né la competenza né la decisione – accusata di reati di terrorismo (appartenenza ad una organizzazione criminale) e condannata a 13 anni e sei mesi di reclusione. Aveva iniziato lo sciopero della fame per chiedere la revisione della condanna, voleva un equo processo, per lei e per gli altri avvocati condannati per lo stesso improbabile reato, fra i quali Aytac Unsal, che versa in gravissime condizioni di salute. A nulla è valsa la richiesta di scarcerazione presentata viste le sue condizioni di salute, a nulla sono valsi i referti medici, la richiesta è stata respinta sia dal Tribunale di Istambul che dalla Corte Costituzionale.

La morte di Ebru Timtik, ci determina a scrivere e a fare da eco alle denunce che si sono succedute negli anni e negli ultimi giorni: lo diciamo da donne, perché è morta una donna, una avvocata che si batteva per il rispetto dei diritti umani: un Paese come la Turchia, firmatario di convenzioni internazionali che combattono la violenza, che auspicava di poter entrare nella Unione Europea, è invece protagonista di gravissime violazioni dei diritti umani.

Non siamo solo addolorate dell'accaduto; siamo fortemente preoccupate di quanto accade ogni giorno in Turchia a coloro che esercitano professioni, non solo avvocate, ma anche giornaliste, e magistrate: l'opinione pubblica chiede a gran voce che vengano ristabilite le regole a garanzie del libero esercizio di tali professioni, del libero esercizio del pensiero e di un democratico confronto con le istituzioni. Chiediamo alle Autorità turche il rispetto dei diritti fondamentali e della difesa, sanciti dai principi dell'Onu relativi al ruolo degli avvocati adottati a L'Avana nel 1990.

Ci uniamo alle parole del portavoce della Commissione Europea per gli affari esteri Peter Stano "Le autorità turche affrontino in modo credibile la situazione nel Paese per quanto riguarda i diritti umani e le serie carenze osservate nel sistema giudiziario. Una difesa forte e indipendente e un collegio giudicante indipendente sono un principio cardine di un sistema giudiziario equo, che rispetti lo Stato di diritto e che protegga i diritti umani nel Paese".

La storia di Ebru Timtik impone una riflessione, e NoiReteDonne auspica un cambiamento nell'atteggiamento delle autorità del Vostro Paese;
chiediamo inoltre l'immediata scarcerazione del collega di Ebru Timtek, Aytac Unsal, entrambe vittime della stessa mancanza di un sistema di giustizia, che al momento non conosce diritti ed equità.

Ebru Timtik è morta, ma è immortale, come la sua battaglia.

Noi Rete Donne
Marisa Rodano, Daniela Carlà, Antonella Anselmo, Fulvia Astolfi, Laura Onofri

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