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Fratelli tutti, sorelle tutte

di Isa Maggi


"Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi. Ma abbiamo bisogno di costituirci in un "noi" che abita la Casa comune. Tale cura non interessa ai poteri economici che hanno bisogno di entrate veloci", così scrive oggi Papa Francesco nella enciclica sulla Fraternità e l'Amicizia sociale.

Il messaggio della nuova enciclica sociale SULLA FRATERNITÀ E L'AMICIZIA SOCIALE di Papa Francesco è innanzitutto un messaggio di carattere economico che mette al centro l'idea di un nuovo modello economico e sociale attento alle persone e alla Madre Terra, sano, sociale ed integrale.

L'economia di oggi,le donne, i giovani, i poveri, hanno bisogno prima di tutto di umanità, di fraternità ( e sorellanza) rispettosa e umile, e solo dopo della finanza (cfr Enc. Laudato si', 129; Discorso ai partecipanti all'incontro "Economia di Comunione", 4 febbraio 2017).

E nessuno/a si salva da solo/a.

Lo ha scritto varie volte Papa Francesco, anche al Forum Ambrosetti lo scorso 27 agosto:"Abbiamo toccato con mano la fragilità che ci segna e ci accomuna. Abbiamo compreso meglio che ogni scelta personale ricade sulla vita del prossimo, di chi ci sta accanto ma anche di chi, fisicamente, sta dall'altra parte del mondo. Siamo stati costretti dagli eventi a guardare in faccia la nostra reciproca appartenenza, il nostro essere fratelli in una casa comune. Non essendo stati capaci di diventare solidali nel bene e nella condivisione delle risorse, abbiamo vissuto la solidarietà della sofferenza".

E il Papa scrive ancora "In questa situazione l'economia, nel suo senso umanistico di "legge della casa del mondo", è un campo privilegiato per il suo stretto legame con le situazioni reali e concrete di ogni uomo e di ogni donna. Essa può diventare espressione di "cura", che non esclude ma include, non mortifica ma vivifica, non sacrifica la dignità dell'uomo agli idoli della finanza, non genera violenza e disuguaglianza, non usa il denaro per dominare ma per servire (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 53-60). L'autentico profitto, infatti, consiste in una ricchezza a cui tutti possano accedere. "Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare" (cfr Udienza generale 7 novembre 2018)".

Cinque anni fa Papa Francesco pubblicava l'enciclica "Laudato si'"mettendo bene in rilievo le connessioni esistenti tra crisi ambientale, crisi sociale, guerre, migrazioni, povertà e indicava un obiettivo da raggiungere: quello di un sistema economico e sociale più giusto e rispettoso del creato, che mettesse al centro l'uomo custode della Madre Terra.

Oggi, con la nuova enciclica sociale"Fratelli tutti" Papa Francesco mostra la via concreta per arrivare a quell'obiettivo: il riconoscersi fratelli e sorelle, fratelli perché figli, custodi l'uno dell'altro, tutti sulla stessa barca, come ha reso ancora più evidente la pandemia.

Il messaggio della fraternità può essere accolto, compreso e condiviso anche da uomini e donne credenti di altre fedi, come pure da tante donne e uomini non credenti.

La nuova enciclica si presenta come una"summa"del magistero sociale di Francesco e raccoglie in modo sistematico gli spunti offerti da pronunciamenti, discorsi e interventi dei primi sette anni di pontificato.

Il prossimo incontro che metterà a fuoco la via da percorrere si svolgerà on line dal 19 al 21 novembre, The Economy of Francesco, che non è solo un evento, è un processo, la possibilità per giovani imprenditori, changemakers ed economisti di tutto il mondo di potersi conoscere, confrontare ed esprimersi sui grandi temi dell'economia globale.

La proposta è un Patto verso la costruzione di una società fraterna, per non essere sopraffatti/e da guerre, odio, violenza, indifferenza e nuovi muri.

Noi donne siamo su questa traiettoria, da quando siamo partite nel 2014, e non ci arrendiamo all'avanzare del buio e continuiamo a sporcarci le mani impegnandoci a creare sorellanza, fraternità e amicizia sociale, accogliendo l'invito a rilanciare oggi il progetto di una buona politica. Una politica in grado di riprendere il proprio ruolo, per troppo tempo demandato alla finanza e ai mercati. Un invito all'agire politico vissuto come servizio e testimonianza di carità, che si alimenta di grandi ideali e progetta il domani pensando non al piccolo tornaconto elettorale ma al bene comune e specialmente al futuro delle nuove generazioni.

C'è tra di noi un forte bisogno di tornare a sognare e soprattutto di realizzare insieme quel sogno, prima che sia troppo tardi. #oraomaipiù

Isa maggi, Stati Generali delle Donne

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