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Nel nuovo lockdown a metà chi perderà il lavoro saranno ancora le donne. Non chiamiamolo"ristoro", occorrono provvedimenti e sostegni di lungo periodo e non solo per alcuni settori. Basta misure una tantum!

omunicato stampa

Nel nuovo lockdown a metà chi perderà il lavoro saranno ancora le donne.

Non chiamiamolo "ristoro", occorrono provvedimenti e sostegni di lungo periodo e non solo per alcuni settori. Basta misure una tantum!

Isa Maggi

STATI GENERALI DONNE - ALLEANZA DELLE DONNE

In un triste scenario in cui i numeri dell'epidemia sono fuori controllo con il tracciamento saltato, ha fatto bene il Presidente Mattarella a richiamare tutti e tutte alla coesione e alla solidarietà ma prima che venga reso pubblico il nuovo e atteso decreto Ristoro vogliamo che si ponga l'attenzione su quattro riflessioni che emergono dalla voce e dall'analisi delle donne nelle varie Regioni italiane.

Cosa non funziona?

1 - Non c' è stato un potenziamento della medicina territoriale e la immediata conseguenza è stata quella di rimettere a rischio la criticità insostenibile negli ospedali, già sulla via del collasso. Il nuovo Dpcm scontenta tutti, a partire dallo stesso consulente del Ministero della Salute Walter Ricciardi che sottolinea che "con questo indice, che significa che una persona mediamente ne contagia 2 e mezzo, si ha il raddoppio dei casi in due/tre giorni, cosa che è insostenibile già adesso per i servizi sanitari, figuriamoci tra una settimana".Tutti sapevano che l'allarme Covid-19 si sarebbe ripresentato dopo l'estate, perché non sono state prese le misure necessarie per evitare di trovarsi nuovamente in questo stato di crisi?

La seconda ondata di pandemia appare allora il fallimento delle Istituzioni e dei Commissari che hanno avuto una estate per decidere, programmare e prevenire: in alcune cliniche e laboratori si fanno meno tamponi perché iniziano a scarseggiare i reagenti, nelle case di riposo si registrano ancora molti contagi, troppo lunghe le code di persone fuori da ospedali in attesa di fare i tamponi, trasporti urbani, a partire dalle metropolitane, stipati nelle ore di punta, vaccini antinfluenzali che non arrivano ancora. Chi si assumerà la responsabilità di questo fallimento?

2 - L'inadeguatezza del sistema sanitario ha prodotto fondi sociali per il sostegno della natalità e della famiglia, della non autosufficienza e delle disabilità, per le categorie fragili e i fenomeni di emarginazione sociale non sufficienti e non in grado di fermare le proteste in ogni parte d'Italia. I dati di Caritas di questi giorni evidenziano un quadro spaventoso delle nuove povertà. Occorre intervenire subito con una forma di sostegno economico universale alle famiglie di facile utilizzo, certa, immediata, che non passano attraverso intermediari o l'Inps ma che arrivano direttamente sui conti correnti delle famiglie. In un progetto di lungo termine.

3 - I posti di lavoro a rischio nei settori individuati dal DPCM entrato in vigore oggi riguardano ancora una volta le donne, essendo più presenti nei servizi alla ristorazione, turismo, centri di cultura, luoghi di benessere. Dall'epidemia, stiamo assistendo a una serie di effetti devastanti sulle donne e , più in generale, sull'uguaglianza di genere. È giunto il momento di dare maggiore visibilità e riconoscimento al mainstreaming di genere in tutte le aree politiche per garantire che il XXI secolo diventi davvero quello delle donne.

4 - Le misure economiche per sostenere le imprese, le professioni e i posti di lavoro, in fase di essere emanate saranno di nuovo insufficienti. Per salvare l'Italia e fronteggiare la straordinaria crisi economica, serve il coraggio di adottare misure straordinarie. Occorre pensare che nella circolarità e nella stretta interconnessione tra le attività economiche non solo bar, ristoranti, piscine, palestre, cinema, teatri saranno penalizzate ma anche i professionisti e le imprese collegate come commercialisti, avvocati, architetti, ingegneri, imprese edili, commercio in generale ecc. Ma chi andrà, in queste condizioni, in un negozio a comprarsi dei vestiti o un nuovo paio di scarpe?

Il "ristoro" finanziario dovrà riguardare tutte le attività.

Occorre avere il coraggio, per salvare le piccole imprese italiane e le libere professioni, di attuare subito una vera riforma di semplificazione e riduzione del carico fiscale attraverso una " pace fiscale" con nuove forme di definizione agevolata per tutte le annualità oggetto di riscossione e di accertamento il cui atto sia stato notificato entro il 31 dicembre 2020 e che, ovviamente tenga conto anche delle cartelle il cui invio è stato posticipato nel 2021. Con un costo che dovrà essere proporzionato alla effettiva capacità contributiva di ognuno affinché possa essere effettivamente sostenibile. Il Governo si è dimenticato di rinviare tutti i pagamenti delle imposte a saldo e stralcio o frutto delle varie rottamazioni che sono ancora in scadenza il prossimo 10 dicembre e che le imprese non saranno in grado di versare, considerata la loro fragilità strutturale e l'emergenza sanitaria ed economica in atto.

L'Europa dovrebbe finalmente attivare misure comuni di sostegno su tutto il territorio e dare finalmente risposte concrete per la Next Generation Eu.

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