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Assemblea Pubblica Rivoluzionaria - Organizzazione delle Donne Lavoratrici

07 Marzo 2021 alle ore 18.00

Rivoluzionaria - Organizzazione delle Donne Lavoratrici ha organizzato, in vista dell'8 Marzo, un assemblea pubblica per costruire insieme lo sciopero delle donne. Vi invitiamo a partecipare e ad intervenire all'assemblea che si terrà il 07 Marzo 2021 alle ore 18.00 sulla piattaforma "Google Meet".
Vi giriamo il link dell' evento su Facebook contenente il link per accedere all'assemblea (https://www.facebook.com/events/243326270796692/) e il testo di rivendicazione.

La crisi pandemica e la crisi economica determinano un sempre maggiore peggioramento delle condizioni di vita delle donne, sia dal punto di vista delle attività produttive che riproduttive (il cosiddetto "lavoro di cura"). Le donne rappresentano ad esempio il 98% delle persone che hanno perso il lavoro nel solo mese di dicembre (99mila dei 101mila nuovi disoccupati). Questo dato non sorprende visto che in Italia le donne sono impiegate perlopiù nel settore dei servizi (il più penalizzato in questo periodo), in modalità part-time e con contratti a tempo determinato o a progetto/chiamata. La gestione capitalistica della pandemia e la recessione economica hanno dunque rigettato le donne che lavoravano nel baratro della disoccupazione, a riempire le fila dell'esercito industriale di riserva. La dipendenza economica delle donne da soggetti terzi, in primo luogo dai propri partner, priva loro dei mezzi necessari per rifuggire da situazioni di violenza e in generale mina gravemente la loro emancipazione. Come se tutto ciò non bastasse, la chiusura delle scuole, la difficoltà delle RSA ad accogliere nuovi pazienti, la soppressione di molte forme di assistenza alla popolazione disabile e le restrizioni relative a tutte le attività del "tempo libero" hanno reso per tutte noi ancora più gravoso il lavoro di cura (bambini, anziani, disabili…). Il lavoro da casa, totalmente deregolamentato, ha schiacciato in un'unica dimensione spaziale e temporale l'oppressione del lavoro produttivo e riproduttivo che subiamo, ora più che mai, simultaneamente, prive del "diritto alla disconnessione" sia dall'uno che dall'altro. Ci sfruttano all'estremo mentre ci raccontano che "tutto ciò è inevitabile", che "siamo in guerra" e che "dobbiamo fare dei sacrifici". I media supportano e giustificano la femminizzazione del lavoro di cura, in quanto il sistema necessita che le donne garantiscano la nascita, la crescita, la sopravvivenza e l'invecchiamento della classe lavoratrice; essi sono in tutto e per tutto complici del sistema, aiutano a imporre ideologicamente la struttura economica capitalistica.

Il capitalismo non può gestire la pandemia che esso stesso, attraverso il suo funzionamento malato, ha creato. Lo si vede nella finta pretesa di una sicurezza dei luoghi di lavoro, dei mezzi di trasporto, delle scuole e dei centri commerciali. Lo si vede nell'isolamento a cui costringe le detenute per motivi sanitari mentre le obbliga a vivere in strutture fatiscenti, sovraffollate, scarsamente riscaldate e senza acqua calda. Lo si vede nei recinti in cui rinchiude le donne migranti, a cui nega il permesso di soggiorno e che barbaramente separa dai propri figli. Lo si vede nelle strutture sanitarie prive di posti letto per le esigenze ordinarie, figuriamoci per quelle straordinarie. Ospedali e laboratori di analisi privi del personale necessario vanno avanti costringendo i propri dipendenti a turni estenuanti, con frequenti ore di straordinario che sfiniscono le lavoratrici e i lavoratori del settore.
Scontiamo ora più che mai le conseguenze di questo sistema economico malato. Soffriamo oggi più che mai dei continui tagli alla spesa pubblica che hanno raggiunto il loro apice negli anni posteriori alla crisi economica del 2008, una crisi a livello mondiale da cui non siamo mai usciti e da cui mai potremo uscire. Il capitalismo non ha più soluzioni da offrire per addolcire il sapore amaro delle sue contraddizioni intrinseche. Un sistema economico volto al profitto di pochi e l'impoverimento di molti. Abbiamo dalla nostra parte lo sciopero delle donne, un'arma di attacco e di difesa dal capitale e dalla sua oppressione specifica nei nostri confronti!
COSTRUIAMO LO SCIOPERO DELLE DONNE!
SCIOPERIAMO DAL LAVORO PRODUTTIVO E DI CURA!
– Si alle chiusure e al lockdown in tutta Europa per contenere la diffusione del virus. Le chiusure devono riguardare le attività lavorative non indispensabili a fronteggiare la pandemia e non solo le attività del tempo libero. Nessuna conseguenza economica per le lavoratrici e i lavoratori! Che nessuno rischi la propria vita per garantire il profitto di pochi! CHE NESSUNO PERDA IL LAVORO! NO alle ferie forzate!
– Alle lavoratrici/lavoratori che possono lavorare in modalità lavoro agile ("Smart working"), che le aziende forniscano tutti i mezzi necessari: computer, utenze necessarie (gas, luce, telefono, ecc.); tutti gli altri lavoratori A CASA A SALARIO PIENO – NO ai LICENZIAMENTI!
– Con le scuole chiuse, che i genitori sia di sesso maschile che femminile siano esentati dalle attività lavorative senza perdita di salario né del lavoro. NO ALLA FEMMINIZZAZIONE DEL LAVORO DI CURA! NO ALLA CONCILIAZIONE TRA LAVORO E FAMIGLIA!
– Raddoppio del budget sanitario e un piano immediato di recupero dei posti letto persi negli ultimi trent'anni; esproprio delle cliniche private inquadrandole nel Servizio Sanitario Nazionale; gratuità di tutte le prestazioni sanitarie. Nazionalizzazione sotto il controllo operaio dell'industria farmaceutica e dell'industria delle attrezzature sanitarie e biomedicali; DISTRIBUZIONE GRATUITA di mascherine, di gel disinfettante e del vaccino
– Giornata lavorativa di massimo 6 ore e settimana lavorativa di massimo 30 ore per i lavoratori del settore sanitario, del settore farmaceutico e del settore dell'industria biomedicale. Controllo operaio sulle condizioni di lavoro del personale di questi settori. NO al lavoro straordinario!
– Indulto/ amnistia per i detenuti e le detenute
– Regolarizzazione immediata per tutti i migranti irregolari; urgente piano sanitario nei quartieri popolari dei paesi avanzati e arretrati (banlieu, favelas, villas miserias o slums), sotto il controllo dei lavoratori e degli abitanti dei quartieri
– Per finanziare queste misure: NO al pagamento del debito pubblico! Nazionalizzazione del sistema bancario e dei grandi patrimoni sotto il controllo operaio!
– Unità internazionale della classe operaia!
SCIOPERO GENERALE FINO ALLA VITTORIA! GOVERNO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI!
Rivoluzionaria – Organizzazione delle Donne Lavoratrici
per la Prospettiva Operaia

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