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LA SFIDA DELLA DIGITALIZZAZIONE PER LA RIPRESA DEL PAESE

dott.ssa Chiara Morandini, Dirigente e Responsabile della Transizione al digitale del Comune di Trento

Dei fondi destinati dall'Europa alla ripresa economica per uscire dalla crisi determinata dalla pandemia, Next Generation EU o Recovery Found che dir si voglia, si parla ormai da mesi ed il Governo Draghi è alle prese con la riscrittura definitiva ne rispetto die tempi imposti (fine aprile). Rispetto all'utilizzo:

- la Commissione Europea ha già richiesto di destinare alla transizione digitale il 20% delle risorse

- tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del precedente Governo al primo posto quello di un paese completamente digitale e questa sfida non potrà non essere presente anche nella versione finale del governo Draghi

- dei 196 miliardi destinati al PNRR, dei 208,6 totali di Next Generation EU previsti per l'Italia, circa 48,7 era già previsto fossero impiegati per Digitalizzazione ed innovazione (quindi più del 20% indicato dall'Europa).

Non sono peraltro gli unici fondi che l'Europa investe su questo tema e che l'Italia dovrebbe attrezzarsi ad utilizzare (a gennaio ad es. dovrebbe prendere avvio il programma Horizon Europe 2021-27, con uno stanziamento previsto di 84,9 miliardi ). Da ricordare anche i 50 milioni che sono stati messi a disposizione dei Comuni per agevolare e supportare il rispetto delle scadenze previste dal Codice dell'amministrazione digitale (SPID, AppIo, Pagopa). Saranno quindi davvero ingenti le risorse disponibili a vario titolo per sostenere ed auspicabilmente vincere una sfida determinante per la ripresa e lo sviluppo sociale ed economico di tutto il paese, tanto da essere diventato una sorta di mantra, che ritroviamo in modo trasversale nella grande maggioranza delle politiche e dei progetti di settore (giustizia, ambiente, scuola .... solo per citarne alcuni). Di sicuro su questo si punta per la riforma, la sburocratizzazione e la semplificazione della PA e della sua attività.

Qualche condizione per il successo

Di seguito qualche spunto su alcuni delle condizioni che occorre presidiare perchè l'innovazione e al riforma della PA siano finalmente una realtà ed i fondi siano usati realmente e ci permettano di uscire dalla pandemia e dalla crisi economica e sociale che sta determinando migliori di prima cogliendo un'occasione che difficilmente si ripresenterà. In estrema sintesi:

- l'innovazione, la digitalizzazione della PA , delle imprese, dei cittadini, la transizione digitale ed ambientale devono urgentemente entrare nei programmi politici e di attività degli organi di governo di tutte le Amministrazioni e conseguentemente determinare una allocazione delle risorse finanziarie ed umane perchè non si può prescindere da una forte convinzione e commitment a questo livello

- serve mettere in campo una forte sinergia tra istituzioni sul territorio ed il coinvolgimento del mondo dell'Università e della ricerca

- è da costruire una governance flessibile e multiarticolata del rapporto con il privato anche esplorando modalità alternative a quelle tradizionali;

- una tempistica stringente, una roadmap condivisa tra tutti gli attori, precisa e continuamente monitorata rispetto alle scadenze ed agli obiettivi, anche per poter correggere in corsa il percorso laddove necessario.

Considerazioni sul metodo per la digitalizzazione dei procedimenti della PA

Parlare di digitalizzazione della PA vuol dire prendere in considerazione molti e diversificati interventi, che vanno dalla dotazione di una rete altamente performante (5G) a quella wi fi a disposizione anche dei cittadini, dalla migrazione al cloud ad una efficiente ed innovativa gestione dei big data per la gestione del territorio e per il supporto alle decisioni, alla digitalizzazione di procedimenti e servizi. Con riferimento in particolare a quest'ultimo aspetto nel tempo tante amministrazioni locali virtuose hanno già avviato da tempo sistemi di sportello on line per la presentazione di domande di accesso ai servizi e la gestione delle fasi successive ora occorre accelerare e diffondere queste buone pratiche. Sulla scorta dell'esperienza condotta nel mio Comune per il percorso di digitalizzazione già avviato, di seguito alcuni aspetto di metodo che possono contribuire a trasformare questa sfida dall'ennesimo adempimento in una reale e duratura riforma del modo di operare della PA:

il coinvolgimento dei dipendenti e dei portatori di interesse: occorre porre molta attenzione a che questo cambiamento non diventi un problema degli addetti ai lavori, degli informatici, che pure naturalmente sono indispensabili ma che forniscono lo strumento (ed ormai ci sono strumenti che ci permettono di fare davvero tanto, persino ai minatori cinesi di lavorare in smart working!) non il contenuto dei servizi da rendere ai cittadini. Occorre quindi che l'obiettivo sia condiviso con chi quei servizi deve erogare e con chi ne deve fruire perchè siano modellati sulle esigenze di entrambi e ad entrambi quindi devono essere resi evidenti prima possibile i vantaggi che ne derivano in termini di tempo, di costi, di spostamenti ed ambiente, di minor fatica;

la formazione e cultura digitale di addetti ai lavori, dipendenti pubblici tutti e cittadini: in linea con quanto prevede il Codice dell'amministrazione digitale, bisognerebbe essere già partiti da tempo nel supportare l'innovazione attraverso un'intensa attività di formazione a tutti i livelli perchè le soluzioni tecnologiche evolvono a velocità impressionante ed è difficile stare al passo e su questo l'alleanza con i centri di ricerca ed il confronto con il privato diventano determinanti. Anche i cittadini vanno formati ad es. promuovendo un'alleanza generazionale tra giovani e studenti e le fasce più anziane e meno avvezze all'utilizzo delle tecnologie. In questo senso a volte imporre il ricorso esclusivo ai servizi on line può sembrare una forzatura od una discriminazione per chi non è attrezzato ma la soluzione non è mantenere diversi canali bensì dare supporto e favorire apprendimento ed autonomia;

la reingegnerizzazione dei processi e la semplificazione: digitalizzare un procedimento od un servizio significa ridisegnare completamente il relativo processo e questa è un'occasione preziosa e da non perdere per semplificare il linguaggio, eliminare la raccolta di informazioni inutili, e passaggi e fasi non più necessarie o che non aggiungono valore rispetto al risultato;

la comunicazione: occorre che sia ben presidiata sia la comunicazione interna, degli obiettivi e del metodo che quella esterna sia per il coinvolgimento nel percorso che per l'informazione sulle novità e sui risultati che l'innovazione sta garantendo;

la misurazione dei risultati e l'incentivazione: in termini di risultati e importante non solo fissare e monitorare le scadenze entro le quali ci si è prefissi di garantire la digitalizzazione dei diversi processi ma anche misurare i costi ed i risparmi e vantaggi che questa comporta. E' giusto poi che quota parte di questi risparmi siano reinvestiti nelle risorse umane, sia in termini di formazione che anche di incentivazione e riconoscimento dell'impegno, e spesso dell'entusiasmo, che sicuramente alcuni più di altri mettono in questo percorso e nel permettere questo risultati;

attenzione alla programmazione, all'accompagnamento ed ai tempi: un'agenda digitale che comprenda anche un preciso programma di digitalizzazione dei procedimenti e che costituisca parte integrante dei documenti di programmazione generale dell'ente costituisce condizione preliminare decisiva. occorre però che la sua traduzione in attività concreta sia accompagnata e supportata, meglio se da un team trasversale che faccia da stimolo, coordinamento, presidio del metodo e di tutte le sue fasi e componenti.

10 marzo

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