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IL SOGNO DI UNA IMPRESA

di Giovanna Gabetta, Milano


Negli ultimi anni abbiamo visto dei cambiamenti nell'economia che secondo alcuni sono soltanto temporanei, ma secondo altri sono il risultato di una serie di problemi oggettivi, e in particolare sono correlati a:

l'aumento molto veloce della popolazione mondiale

la facilità delle comunicazioni, sia virtuale, attraverso la rete internet, sia reale attraverso i mezzi di trasporto diffuso, che riguarda merci e persone

l'esaurimento graduale delle risorse a basso costo, tra cui in particolare l'energia

In questo scenario ci interessa cercare di capire quale potrebbe essere il ruolo delle imprese di piccola dimensione, locali e gestite secondo criteri al femminile, come spesso sono le imprese dell'area mediterranea. L'analisi che mostrerò si basa più che altro su una ricerca documentale. Quanto ho letto e discusso permette di concludere che c'è ancora molta strada da fare, ma le opportunità ci sono. E' necessario impegnarsi da subito, prima che sia troppo tardi, tenendo conto che occorre (tra l'altro):

favorire la collaborazione piuttosto che la concorrenza

contrastare l'aumento del divario tra ricchi e poveri

trovare soluzioni per il risparmio di qualsiasi tipo di risorsa

1. La situazione economica

Per quanto riguarda la situazione economica, l'analisi che voglio proporre si basa soprattutto sul lavoro di Gail Tverberg1 nel suo blog "Our finite world".

Quali sono le caratteristiche di una economia in espansione? Se c'è crescita, crescono i prezzi delle case e quelli delle azioni; aumenta il numero delle persone che lavorano, perché c'è lavoro disponibile; lo stato incassa più tasse e può erogare sempre più servizi2. Si tratta della situazione che abbiamo vissuto, sia pure con intervalli, negli ultimi duecento anni circa, e va ricordato che la ragione principale di questo sviluppo crescente è stata la disponibilità di energia a basso costo.

In una economia in contrazione invece, non conviene fare debiti, perché è sempre più difficile ripagarli; i salari tendono a diminuire, i prezzi a salire e il tenore di vita scende. Lo stato ha bisogno di chiedere ai cittadini più tasse e non riesce ad erogare livelli adeguati di servizi. Ora, mi sento di dire che il cambiamento nell'economia che stiamo osservando negli ultimi anni non è una cosa transitoria. Ovviamente ci saranno alti e bassi, ma la tendenza non può cambiare perché il costo dell'energia aumenta, e aumenta non soltanto per ragioni puramente finanziarie – che ci sono - ma soprattutto perché le riserve di combustibili fossili facili da estrarre diminuiscono. Il nostro è un mondo in cui il consumo di risorse è cresciuto a dismisura, ma spesso la crescita si basa sullo spreco di risorse a basso costo. Un mondo in cui si trasportano per lunghe distanze oggetti di poco valore, come le mele o l'acqua in bottiglia o anche gli stuzzicadenti e le cannucce. Con riferimento ad una economia che si contrae, e alla necessità di risparmiare risorse, mi piace l'idea di pensare a quello che la mentalità femminile potrebbe offrire di utile per una idea di impresa moderna.

2. L'impresa di oggi e la conoscenza

Prima di tutto, è importante cercare di capire gli scenari in cui la nostra impresa si dovrà muovere. Negli ultimi dieci o venti anni sono avvenuti dei grandi cambiamenti. La tecnologia produce strumenti sempre nuovi in tempi brevissimi, mentre il nostro cervello non riesce ad evolversi alla stessa velocità: i suoi tempi sono i secoli e i millenni. Questo produce sfide e problematiche molto importanti da gestire.

Uno dei cambiamenti più evidenti è la quantità di strumenti di comunicazione, di notizie e di informazioni a cui siamo in grado di accedere. Troppi. Nessuno di noi può pensare di essere in grado da solo di leggere, e di capire, tutti o anche solo i più recenti documenti che riguardano un qualsiasi argomento. Quindi è un mondo dove si può facilmente barare: ho letto qualcosa, superficialmente, e ritengo di sapere tutto.

Ma è anche un mondo in cui il lavoro di gruppo e la capacità di utilizzare al meglio l'aiuto degli altri può diventare la carta vincente, perché è necessario distinguere tra migliaia di documenti quelli affidabili, e poi leggerli, e capirli ... ovviamente, il lavoro di gruppo è vincente soltanto se lo si gestisce bene3. E a questo proposito, nella società civile, nelle famiglie, si è capito che l'organizzazione verticistica e gerarchica è ormai vecchia e obsoleta; eppure non si riescono a trovare alternative a questo modello di potere, e una classe dirigente con poco valore – poco rispetto alla media delle persone – viene retribuita ad un livello non è giustificato dal contributo che è in grado di offrire alla collettività.

Nello stesso tempo aumenta la scolarizzazione; quindi tante persone sono competenti, e le loro competenze dovrebbero essere utilizzate. La gerarchia di tipo verticistico fa sì che solo poche persone possano partecipare alle decisioni. Questo è un punto cruciale. La diffusione della scolarità dovrebbe essere un dato positivo, ma poi deve essere utilizzata al meglio. Nonostante i mezzi di comunicazione sempre più veloci e sofisticati, chi lavora è sempre più in affanno, ma non si riesce a condividere il lavoro. I sogni degli anni settanta di un maggiore tempo libero sembrano tramontati, nonostante la disoccupazione diffusa.

Se facciamo riferimento ad alcune caratteristiche tradizionalmente attribuite al femminile, come il potere delle madri – che aiuta il bambino a crescere e a staccarsi da noi diventando autonomo, oppure come la cura e l'attenzione alle caratteristiche di ognuno, forse queste imprese basate sulla conoscenza potrebbero essere definite imprese al femminile. D'altro canto però non si tratta di caratteristiche di tipo biologico; e lo vediamo dal fatto che molte donne sembrano più a loro agio nella organizzazione di tipo tradizionale. Al di là degli studi e delle teorie, ritengo che sarà l'economia a spingerci verso l'impresa basata sulla conoscenza; e coloro che se ne renderanno conto, avranno in mano una carta vincente. Le donne sono state per molti secoli incaricate di gestire l'economia della casa, quella di piccola taglia, ma fondamentale per la sopravvivenza del nucleo familiare. Forse per questo, siamo abituate ad avere i piedi per terra, e raramente abbiamo pensato in grande. Forse per questo non è esistito nella storia l'equivalente femminile di Napoleone. Pensare ad una economia di piccola taglia comprende accontentarsi di un minore guadagno, distribuire gli utili, e soprattutto non sprecare risorse. Una economia di tipo domestico, ma attenta alle esigenze di ognuno e moderna: non vogliamo ritornare al passato, ad un mondo con pochi ricchi e molti poveri costretti a vivere di stenti e di fatica; vogliamo imparare a condividere e a non sprecare le risorse. Quali possono essere gli strumenti più adatti?

3. Strumenti per le imprese al femminile

Non è detto che un'impresa al femminile sia una impresa in cui lavorano soltanto donne. Mi piace citare questo brano di un libro scritto da una psicologa americana:

"Il femminile appartiene a tutti noi, agli uomini come alle donne, come un modo di essere... Possiamo sentire la sua assenza nel senso di inferiorità, e nella rabbia compensatoria, che le donne soffrono riguardo il loro fisico, la loro incapacità di affermarsi effettivamente, il senso di impotenza e disperazione per quanto riguarda la possibilità di essere capite a fondo dai loro partner maschi come persone che hanno un'anima loro propria. Possiamo anche sentire la sua assenza nell'attitudine degli uomini verso la presenza del femminile in loro stessi. In molti uomini, quando sono costretti a confrontarsi con l'immaginario del femminile sorge lo scherno, l'impazienza, la rabbia e spesso anche il terrore. Si sentono imprigionati, spaventati, incerti, sottoposti a richieste eccessive, e quasi invariabilmente hanno una reazione di resistenza impaurita4"

Il femminile è stato per molto tempo considerato inferiore al maschile, soprattutto nell'ambito delle aziende e delle professioni. Il maschile è stato la regola, e le organizzazioni sono state gestite dagli uomini e per gli uomini. Oggi molte cose stanno cambiando, e la situazione economica, la gestione delle risorse, la salute stessa della Terra ci impongono di passare a modalità diverse, più vicine al femminile.

Alcuni strumenti esistono già, e magari sono stati "inventati" dagli uomini … però bisogna saperli usare nel modo giusto. Qui di seguito ne elenco alcuni.

a. Le cooperative

In poche parole, la cooperativa è un'impresa nella quale il fine e il fondamento dell'agire economico è il soddisfacimento dei bisogni dei soci. Un'altra caratteristica importante delle cooperative è la gestione democratica. Ogni socio ha diritto ad un voto e le decisioni devono essere prese in assemblea; tutti i documenti di gestione della cooperativa devono essere a disposizione dei soci.

Attualmente però nel nostro Paese le cooperative spesso non rispondono a queste caratteristiche; non vengono gestite in modo democratico, ma si applica un modello gerarchico che le snatura completamente. Si ha spesso la sensazione che queste cooperative anziché avere l'obiettivo di offrire ai soci lavoro a condizioni migliori, siano un luogo di sfruttamento anche maggiore di quello che offre il mercato, e assicurino invece alti stipendi ai loro dirigenti (come del resto è stato evidenziato anche da fatti di cronaca). La mancanza di controllo da parte degli enti preposti è un fattore molto importante. Le cooperative in linea teorica sarebbero aziende adatte ad un approccio femminile; nella pratica, perché funzionino, occorre verificare che siano gestite secondo quella che dovrebbe essere la loro natura.

b. Lo scambio di risorse – le reti

Gli strumenti informatici danno la possibilità di collaborare a distanza e di creare reti di collaborazione. Lo vediamo in questo periodo di pandemia. Ma sono soltanto strumenti; prima ancora di utilizzarli occorre un cambiamento di prospettiva. Sappiamo da tempo che il femminile, con il suo andamento ciclico e una diversa concezione del potere, è una risorsa importante. Le reti non sono gerarchiche, usate bene potrebbero cambiare le modalità con cui si prendono le decisioni. Però in rete è anche facile la diffusione di notizie non verificate, è possibile manipolare, e quindi in molti casi si accentuano l'arbitrio e la prevaricazione, invece di favorire – come si dovrebbe - la condivisione delle responsabilità tra le molte persone competenti.

Anche per le reti, è essenziale applicare regole trasparenti, chiare e condivise, che possano essere verificate, con meccanismi di controllo alla portata di tutti.

c. L'economia del dono

L'economia del dono viene spesso citata come possibile alternativa all'economia di mercato; è basata sull'analisi di società cosiddette "primitive", le quali, essendo economicamente autosufficienti, producono da sole gran parte di ciò di cui hanno bisogno (tipicamente si tratta di agricoltura e allevamento), utilizzano il mercato solo per quei pochi prodotti che non riescono a produrre al loro interno, scambiando o rivendendo le eccedenze che non sono necessariamente materiali. In chiave attuale, si sposa molto bene con la creazione di reti, di cui si parlava prima. Nell'economia del dono, la comunità è in sostanziale equilibrio con l'ambiente esterno, con cui tende ad integrarsi armonicamente. Il cosiddetto dono è in realtà uno scambio tra due persone che ha caratteristiche ben definite, che consistono in: l'obbligo di dare, l'obbligo di accettare il dono, l'obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto. Più che a un dono gratuito vero e proprio, per una versione più adatta ai tempi penserei a una produzione di beni che permetta di ottenere una remunerazione equa e distributita democraticamente.

Anche l'economia del dono può essere vista come un aspetto dell' economia al femminile. Ad esempio, se si considerano le caratteristiche di piccole imprese il più possibile autosufficienti soprattutto dal punto di vista energetico.

4. La piccola impresa e l'ambiente

Alle diverse tipologie di impresa, va aggiunto un elemento importante: l'attenzione all'ambiente. Che ovviamente non è una caratteristica femminile; ma potrebbe essere un aspetto dell'economia domestica … Prima di tutto, l'economia domestica suggerisce di privilegiare il risparmio; non tanto il risparmio di denaro, ma il risparmio di risorse: evitare, ad esempio, lo spreco di cibo e lo spreco di energia. In particolare, le piccole aziende dovrebbero essere gestite con un occhio attento ad evitare gli sprechi. Occorre in particolare:

a. evitare lo spreco di cibo;

b. utilizzare tutto, compresi gli scarti

c. produrre in proprio su piccola scala

ma ci sono anche molte altre offerte e si può pensare di progettarne ancora.

5. Il sogno può diventare un progetto

Non è molto difficile immaginare un progetto che cerchi di realizzare qualcosa di quello di cui si è parlato prima. Ci sono molti possibili campi di attività. La vera innovazione non è tanto in ciò che si può realizzare, ma nel metodo che come abbiamo visto consiste in:

Creare una rete utilizzando i mezzi informatici e la gestione della conoscenza

Organizzare condivisioni e scambi tenendo bassi i costi

Rendere l'impresa autosufficiente attraverso la produzione di energia di piccola taglia, la realizzazione di impianti modulari, la produzione agricola, l'allevamento di animali

Utilizzare al meglio personale di buona scolarità

Organizzarsi come impresa democratica, creando una cooperativa virtuosa

L'Oltrepo' pavese, la regione delle quattro province, la città di Voghera hanno molte potenzialità per la realizzazione di un progetto e per sviluppare alcune idee, come per esempio la valorizzazione dei prodotti locali, il maggiore utilizzo del patrimonio immobiliare, la creazione di una rete di piccole imprese il più possibile autosufficienti.

6. Conclusione

Un maggiore coinvolgimento delle donne - ma soprattutto del femminile - nell'imprenditoria potrebbe essere un grosso vantaggio, perché il mondo di oggi deve affrontare problematiche molto complesse e utilizzare le competenze di tutti. Dobbiamo rivalutare il femminile, e non è facile perché siamo abituati, senza più rendercene conto, a seguire un approccio al maschile in tutte le organizzazioni. Gli approcci al femminile sono una grossa risorsa5. Anche le donne dovrebbero cambiare, evitando di adattarsi in modo acritico a regole e mentalità che non sono le loro. Le donne di solito si adattano molto bene alle regole, sono ragionevoli. Forse occorre smettere di essere ragionevoli, prima che sia troppo tardi. Ce la faremo? Speriamo di farcela.

1 http://ourfiniteworld.com/

2 Peak Oil and the Economy, written by Gail Tverberg on August 17, 2011 ourfiniteworld.com/

3 Rapporto finale del progetto Women in Science and Technology – The Business Perspective, EUR 22065, 2006

4 Ann Bedford Ulanov, The Female Ancestors of Christ, Boston, Shambala, 1993

5 Giovanna Gabetta, "L'alternativa negata", edizioni Egea, Milano, 2003

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