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E' ANCORA E SEMPRE UNA STORIA DI RAPPRESENTANZA: Perchè non riusciamo a decollare? Perchè l'Italia continua a non essere un Paese per donne? Troppo poche le donne al Governo

di Isa Maggi - Stati generali delle Donne

In Italia, il numero dei ministeri e le loro funzioni sono stabilite per legge. I ministeri con portafoglio del governo Draghi sono 15. Nei precedenti governi delle ultime delle due legislature erano 13. Sono 8 invece i ministri senza portafoglio, numero più alto delle ultime due legislature a pari merito con i governi Letta e Conte II.

E' il 1976 l'anno in cui una donna è diventata per la prima volta ministra in Italia. Si tratta di Tina Anselmi, ministra del lavoro e previdenza sociale nel governo Andreotti III. Dal 1976 in poi ci sono stati 5 governi su 34 senza alcuna ministra. Solo l'esecutivo Renzi al giorno dell'insediamento aveva raggiunto un'effettiva parità, con il 50% di donne tra i ministri. Una percentuale che tuttavia è variata nel corso dei tre anni di governo, in seguito alla sostituzione delle due ministre Federica Mogherini e Federica Guidi, con Paolo Gentiloni e Carlo Calenda.

La parità di genere è stata un tasto dolente di questo nuovo governo, ci aspettavamo un maggiore equilibrio tra ministri uomini e donne.

34,78%è la quota di donne tra i ministri del governo Draghi.

Per quanto la composizione di genere resti a tutti gli effetti squilibrata, è comunque da tenere presente che gli esecutivi precedenti non avevano fatto meglio. Se si considerano i ministri a inizio incarico, la quota di donne presenti nel governo Draghi è infatti seconda solo al governo Renzi, che La quota di donne ministre nel governo Draghi è di 8 su 27. Tra i ministri senza portafoglio il 62,5% dei ruoli è ricoperto da donne, mentre il 37,5% da uomini. Per quanto riguarda, invece, i ministri con portafoglio il 20% sono donne, contro l'80% dei ministri uomini. Tra le ministre con portafoglio troviamo Luciana Lamorgese (ministra dell'interno), Marta Cartabia (ministra della giustizia) e Maria Cristina Messa (ministra dell'università e ricerca). Considerando i sottosegretari, la quota di donne sale sino al 47%, mentre i sottosegretari uomini sono il 53% nominati dal governo Draghi. In totale, quindi, all'interno dell'esecutivo del nuovo governo il 43% dei ruoli è ricoperto da donne, mentre il 57% da uomini.

Le donne che svolgono la funzione di presidente di commissione parlamentare sono il 33,9% e tale quota mostra un notevole miglioramento rispetto alla precedente legislatura, dove la quota di donne presidenti di commissione era pari al 12,1%. Inoltre, l'attuale composizione è nettamente superiore anche alla media delle ultime cinque legislature, ossia 14,9% donne presidenti dal 2001 a oggi.

E in Europa?

Troppo marcati i divari di genere nei parlamenti e governi in Italia e in Europa

Sono solo 5 le donne capo di governo nei 27 paesi membri dell'Unione euopea, Kaja Kallas (Estonia), Angela Merkel (Germania), Mette Frederiksen (Danimarca), Sanna Mirella Marin (Finlandia) e Ingrida Imonyt (Lituania). Per quanto il numero sia aumentato, la quota rimane residuale. Pari al 20,4% nel 2004 e salita solo al 22% nel 2021.

Sono Finlandia (57,6%) e Svezia (52,2%) i paesi con più donne membri di governo nel 2019, mentre Malta (8,7%) e Grecia (9,8%) presentano le quote più basse. In termini di variazioni, gli aumenti più rilevanti sono quelli di Francia (+28,1 punti dal 2004 al 2019), Slovenia (+28,1) e Italia (+23,3). Gli unici cali si registrano a Malta (-7 punti) e in Germania (-5,9).

Solo 19 paesi europei su 27 hanno almeno una donna a capo dello stato o che ricopre un ruolo chiave all'interno del governo (capo del governo, ministro dell'economia, degli esteri, degli interni e della sanità). Il ministro dell'interno è la key position maggiormente ricoperta da donne negli attuali esecutivi Ue, considerando anche la Commissione europea e il Regno Unito. Per una quota del 34,5% sul totale

Sono i Paesi del nord e del nord-est a registrare il maggior numero (3) di key positions occupate da donne. A questi si aggiungono Spagna e Unione europea. Seguono Belgio, Lussemburgo e Regno Unito, con due ruoli chiave ricoperti da donne. Oltre agli stati che chiudono la classifica con un solo ruolo ciascuno, è da sottolineare l'assenza di ben 10 membri Ue dal grafico. Si tratta di Francia, Austria, Cipro, Croazia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Ungheria, dove le posizioni chiave sono tutte ricoperte da uomini.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: lunedì 8 Febbraio 2021)

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