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Ambra De santis, Roma

Ambra De santis, 32 anni medico pediatra, Roma

Ha sempre avuto una predisposizione verso i bambini?
No, anzi...

Cosa vuol dire "anzi"?
Che non li sopportavo, m' innervosiva il loro pianto, non provavo tenerezze speciali al contrario delle mie amiche.

Qualcosa è cambiato?
Si. Avevo una mia cara amica che ha avuto un bambino quando ancora eravamo al liceo...

Una gravidanza non voluta, penso.
Si, non desiderata prima e tanto attesa dopo. Una allegria e una speranza vederla con quel pancione...mentre studiava, indifferente ai lazzi dei compagni ed al disappunto dei professori. Ha dovuto lasciare la scuola sotto la pressione del preside.

Lei era solidale?
Non accettavo questa sua scelta, ma la solidarietà non l'ho mai fatta mancare, mai, fino al parto.

Poi cosa è successo?
Che quel bambino è morto per farla breve. Non mi piace sottolineare le sofferenze degli altri. E' nato e morto; ma non è quello che mi ha fatto cambiare idea.
Mi ha colpito il fatto che nessuno ha preso sul serio quel pianto disperato senza motivi apparenti che lo giustificassero. Quel piccolo è morto per sfinimento, mentre tutti cercavano di coccolarlo e farlo zittire. Non si è mai saputa la vera causa ed è per quello che mi sono intestardita a capire il perché.
Ora mi ritrovo fra piccoli frignanti, ma tanto, tanto bisognosi che qualcuna/o li capisca e vada oltre...

Vada oltre?
Si, oltre le apparenze; è troppo facile dire: il raffreddore...la tosse...i vermi...malattie esantematiche...insomma quando ti ritrovi tra le mani un affarino così che ti guarda, non sa chi sei e si raccomanda piangendo e anche facendo qualche smorfia, mossa, sorriso sdentato...beh! Non ci crederà...ma il mondo mi è cambiato tra le mani e mi è cascato addosso.

E ha scelto di fare pediatria...
Sono pronta per andare a curare bambini del terzo mondo...sto aspettando che mi diano il via dalla Ong che mi ha fatto il contratto.

E' un gesto...come dire...nobile?
No, umano; un gesto umano che forse da a me la dignità di vivere ed un senso alla vita. Senza meritare ringraziamenti. Mi creda; prima andavo in giro a fare shopping...ero vanitosa e saccente...brava negli studi...con una vita tutta per me e solo per me...

Ed ora? Mi scusi la domanda superficiale per compiacere il lettore e la mia penna; ora, mi dica, come si sente?
E' difficile dirlo in due parole ma voglio tentare di darle e, forse dare ad altri attraverso il suo sito, una risposta dignitosa e vera: penso che la mia vita non sarà passata invano su questa terra, prima di approdare chissà dove...

Marta Ajò, 2007

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