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APPELLO Missione umanitaria Afghanistan. Call for action

Interventi strutturati per donne e giovani donne afghane

Ai Sindaci e alle Sindache delle Città delle Donne
All'Associazione Nazionale Sindaci Italiani, ANCI Presidente Ing. Antonio De Caro
All'Associazione Autonomie Locali Italiane , ALI Presidente Dott. Matteo Ricci
Alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane , CRUI
Alla Fondazione CRUI Presidente Magnifico prof. Ferruccio Resta
Ai Prefetti
Alla Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti
Al Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio
Alla Ministra degli Interni Luciana Lamorgese
Al Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Loro sedi
Oggetto: Interventi strutturati per donne e giovani donne afghane
Missione umanitaria Afghanistan. Call for action a cura del gruppo Ambassador Città delle donne


Ai Sindaci e alle Sindache delle Città delle Donne
All'Associazione Nazionale Sindaci Italiani, ANCI Presidente Ing. Antonio De Caro
All'Associazione Autonomie Locali Italiane , ALI Presidente Dott. Matteo Ricci
Alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane , CRUI
Alla Fondazione CRUI Presidente Magnifico prof. Ferruccio Resta
Ai Prefetti
Alla Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti
Al Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio
Alla Ministra degli Interni Luciana Lamorgese
Al Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Loro sedi

Oggetto: Interventi strutturati per donne e giovani donne afghane Città delle Donne, missione umanitaria Afghanistan – Call for Action

Gli Stati Generali delle Donne, con l'Alleanza delle Donne, vista l'emergenza in atto in Afghanistan e per le finalità proprie delle azioni positive proposte nell'ambito del progetto Città delle Donne, intende attivare da subito l'iniziativa Caschi Rosa, con un duplice intento:

- richiedere all'Onu la protezione in presenza in Afghanistan, attraverso l'azione "Caschi rosa";
- proporre una attività concreta di accoglienza in Italia per giovani donne, provenienti dall'Afghanistan, in collaborazione con Enti ed Istituzioni preposte all'attivazione di corridoi umanitari, per permettere loro di concludere i propri percorsi di formazione e di istruzione presso le nostre scuole, Università, Centri di Formazione.

In merito alla fase di accoglienza proattiva il progetto operativo, già in atto di SGD "Città delle Donne", propone un appello strutturato ai Sindaci e alle Sindache delle Città delle donne, per dare la propria disponibilità all'accoglienza di giovani donne ed accompagnarle nella costruzione del loro futuro di libertà e autonomia attraverso un programma di gestione di attività e di controllo e garanzia del loro benessere. Al riguardo sarà necessario attivare specifici protocolli sia per poter continuare, che per avviare il proprio percorso formativo e di vita.
Città delle Donne è una piattaforma politica di ampio respiro che prelude alla Carta di Dubai che SDG presenterà al prossimo Expò, la cui adesione è aperta a tutti i Sindaci e Sindache.
Nelle more della fase organizzativa internazionale, molti Sindaci e Sindache hanno già volontariamente avanzato proposte di accoglienza a donne e bambini.

Chiediamo pertanto ai Sindaci e alle Sindache delle Città delle Donne, all'ANCI, Associazione nazionale comuni italiani, nella figura del Presidente Antonio De Caro, all'ALI, Autonomie Locali Italiane , nella figura del suo Presidente Matteo Ricci, ai Rettori delle Università Italiane, attraverso il suo organo – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane-CRUI- nella figura del Presidente prof. Ferruccio Resta e della Fondazione CRUI braccio operativo come interfaccia fra sistema universitario e società, ai Provveditori agli studi, alle Prefetture delle città ospitanti , ai Ministri e alle MInistre in indirizzo, ognuno per propria competenza di aderire alla proposta umanitaria Città delle Donne, missione umanitaria Afghanistan. Ciascun Sindaco della Città sarà il coordinatore responsabile e SGD ed opererà, per quanto nelle proprie competenze secondo un Protocollo d'azione, per:

1. accogliere giovani donne a cui garantire vitto e alloggio adeguato. Dovrà essere specificato il numero di donne e le condizioni di accoglienza (appartamenti, alloggi universitari, altre forme..) anche nel caso di giovani donne con figli.
2. Offrire la possibilità di proseguire o avviare gli studi (scolastici o universitari) nella città ospitante. Dovrà essere specificato per ogni donna/adolescente/bambino/a, in base all'età la proposta di inserimento scolastico con la scuola e/o l'ateneo e previo accordo con l'Ateneo se nella medesima città, gli Istituti scolastici anche attraverso un accordo generale con gli Uffici Scolastici o con i singoli Dirigenti scolastici;
3. Dare la possibilità eventuale, post fase formativa, di inserimento lavorativo . Dovrà essere indicato per ogni unità in età lavorativa la possibilità di eventuale occupazione (mansioni, attività tempi, retribuzioni/contributo oltre al vitto e alloggio) con datore di lavoro e condizioni contrattuali;
4. Offrire supporto psicologico e linguistico. Dovranno essere indicate la strutture sociali e sanitarie di supporto, e dovranno essere fornite relazioni sullo stato delle persone e del loro inserimento sociale ai Sindaci e eventualmente anche ai Prefetti.
5. Ai Prefetti si chiederà di vigilare e controllare l'implementazione del programma umanitario di sostegno alle donne afghane.

In attesa, cordiali saluti.
Per il gruppo di lavoro dedicato
Isa Maggi: isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com
mobile +39 3662554736

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