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Violenza contro le donne: sopravvissute, a volte per caso

di Giusi Fasano

Una serie continua, infinita, di aggressioni in tutta Italia. Con l'unica variante rispetto ai femminicidi che queste vittime non sono morte. Ma non può essere una consolazione. Quando si dice la creatività degli uomini violenti. A Roma un tizio stanco di svagarsi prendendo a botte sua moglie le ha promesso: "Ti sfregio con l'acido". E quando giustamente lei se l'è svignata rifugiandosi da parenti, lui si è molto offeso. A quel punto l'acido non sarebbe bastato. "Ti ammazzo" le ha giurato al telefono. La polizia lo ha fermato davanti alla porta di lei con una spranga di ferro improvvisata, forse un pezzo di letto, vai a sapere... Ad Atripalda (Avellino) un altro soggetto attivissimo sul fronte delle botte e delle minacce è stato arrestato dai carabinieri che a casa sua hanno trovato una penna-pistola con tre proiettili calibro 7.65. Chissà per chi erano quei colpi.

A Guidonia il galantuomo di turno era così preso dalla punizione decisa per la sua ex moglie (calci e pugni a non finire) che non si è nemmeno fermato all'arrivo della pattuglia e - manco a dirlo - non ha minimamente considerato le suppliche e le lacrime dei suoi figli, minorenni, che assistevano al pestaggio. Anche a Messina c'era una ragazzina presente al pestaggio della madre; la disperazione le ha dato il coraggio di reagire contro il padre e salvarla perché è riuscita a scappare.

A Martinsicuro (Teramo) il lui di turno ha affinato la tecnica nel tempo: le mani al collo, per cominciare. Minacce e offese come se non conoscesse parole alternative. Ma poi anche il tavolo rovesciato, il lancio di oggetti (i piatti erano i suoi preferiti), le urla per un nonnulla... Parola d'ordine: "Tu fai quello che dico io". A Genova un signore (si fa per dire) che nella vita aveva già dato spettacolo di violenza con una donna anni fa, è tornato in attività con la sua nuova compagna, fermato dalla figlia piccola di lei ha chiamato il 112: "Aiutate la mia mamma, per favore".

Ad Augusta, in Sicilia, un uomo che si definisce "noto professionista", arrestato per aver reso la vita impossibile a sua moglie, ha spiegato che "è stata lei a rovinarmi chiedendo la separazione". Anche nell'Alto Sangro (L'Aquila) la separazione decisa da lei non è piaciuta a lui che - al di là del solito stalking - ha pensato di speronare con la sua auto quella della moglie.

Tutto questo negli ultimi cinque giorni, e ne abbiamo altri a Trapani, Foggia, Palermo, poi di nuovo Genova, Napoli, Roma, L'Aquila...Va già bene (diciamo così) che queste donne siano sopravvissute, a volte per caso. Ma non va bene, non va bene per niente.

Corriere della Sera, 30 agosto 2021

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