• facebook

Home » Attualità » L'opinione » In piazza per le nostre sorelle afghane
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

In piazza per le nostre sorelle afghane

di Linda Laura Sabbadini

Vi rendete conto che prova di coraggio stanno dando le donne afghane? Che forza. Che lezione per tutti noi.
Manifestano e rischiano la vita per la loro libertà. Dobbiamo farlo anche noi. Abbiamo il dovere di sostenere le nostre sorelle.
Lo vediamo in questi giorni di proteste in cui le donne afghane si mettono a rischio,cerotti sulla bocca,le forme più disparate di una lotta sotterranea e poi visibile, e di nuovo sotterranea e poi visibile, per la libertà femminile. Loro rischiano la vita per affermare la libertà, una parola diventata anche li densa di significati. Noi dovremmo prenderci cura della nostra e della loro libertà. Della nostra, perché a volte la bistrattiamo e non ci rendiamo conto del suo valore.
E perché ancora dobbiamo scardinare quegli ostacoli a una sua fruizione reale ed effettiva.
Della loro, perché lì è tutt'altra cosa,parliamo di schiavitù delle donne, non di necessità di passare da libertà formale a sostanziale,come da noi.

Da un giorno all'altro hanno avuto il divieto formale di studiare e crescere culturalmente.
Il 70 per cento è ancora analfabeta ma tra le giovani, e a Kabul, molto meno. Far crescere la loro cultura significa far incrementare la coscienza di sé, la loro possibile autodeterminazione. I taleban sanno che le donne sono il nemico più temibile. E poi il divieto al lavoro. Le donne non possono permettersi neanche di non avere un marito, di essere nubili né vedove, pena essere costrette al matrimonio forzato con i "combattenti", alla schiavitù sessuale, allo scempio tragico dei loro corpi, schiave nel 2021.

Tanto possiamo fare. Primo, in termini umanitari. Accoglienza individuale, sostegno materiale e finanziario. Secondo,collettivamente, unendo le nostre voci disdegno e solidarietà. Facendo pressione sul nostro governo perché
sia parte attiva di una soluzione che difenda i diritti delle donne e i diritti umani in Afghanistan.

E dovere farlo per i Paesi occidentali dopo la terribile resa ai taleban. Le donne afghane sono nostre sorelle. Dobbiamo sostenerle,devono poter sperare anche nella forza delle donne del mondo. La nostra forza darà loro più forza. Il loro coraggio immenso deve essere ripagato con la nostra solidarietà totale e permanente.
E non credete che non serva a chi sta lì in pericolo di vita sapere che tante donne si commuovono,sono loro vicine, si stringono intorno a loro, si mobilitano per loro. Fa bene alla loro anima.
Dà la forza di continuare a combattere.

E rafforza anche noi tutti. Ci insegna a essere più solidali, a condividere, a essere generosi con chi sta peggio di noi. Sorellanza deve significare questo. Essere tutte unite. E pronte a sostenere chi tra noi sta peggio, anche nel nostro Paese, dove la crisi della cura ha peggiorato la situazione di molte di noi. E i segnali per affrontarla e risolverla sono ancora troppo deboli.
Per questo penso sia importante sabato prossimo ritrovarci a Roma a piazza del Popolo alle 14 alla manifestazione delle donne organizzata dall'assemblea della Magnolia.

*Direttora centrale dell'Istat. Le opinioni
qui espresse sono esclusiva responsabilità
dell'autrice e non impegnano l'Istat.

La Stampa, 23/09/2021

Chiedi informazioni Stampa la pagina