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Tre...come i tre moschettieri...forse quattro...

...donne al comando del Partito Radicale.
Al vertice di questo partito, che ha conosciuto nel tempo alti e bassi della politica e della propria esistenza, sono state elette infatti Rita Bernardini, come Segretario politico; Maria Antonietta Coscioni, come Presidente ed Elisabetta Zamparutti come Tesoriere.
E la quarta? Il ministro delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, che sicuramente, in mezzo a tanti uomini litigiosi, è stata l'artefice di questo risultato.

Poteva essere una normale conclusione, alla fine di un congresso scarso nell' elaborazione e sonnolente negli interventi, se non ci fosse di mezzo il "genere" degli eletti.
Femminile!
Potevamo pensare che si eleggessero le persone meritevoli, quelle in gamba e che comunque hanno dimostrato di saper fare la Politica con la maiuscola; credevamo altresì che le donne da tempo avessero dimostrato di avere queste qualità.
Eppure tutti inneggiano ad un "primato mondiale" che vede per la prima volta elette ai vertici di un partito tre donne.

Forse qualcuno pensa che quando ci sono problemi, in politica si accetta il "male minore", ovvero gli eletti di passaggio, quelli destinati a riempire i buchi, quelli che poi verranno manovrati da altri.
La Bernardini si sa, è cresciuta a campagne di disubbidienza civile e referendum da quando aveva diciotto anni (sottinteso: una femminista, una scalmanata...); M.A.Coscioni, si è stata eletta ma...ricordarsi che è la moglie di Luca Coscioni, morto di recente, a cui sono state dedicate le assisi, e quindi è solo rappresentativa; E. Zamparutti... di lei non si insinua niente...che non esista?

A noi donne invece viene da pensare che questi "tre moschettieri" in gonnella forse faranno bene ciò che i loro colleghi maschi non hanno fatto o non hanno saputo fare: i Pacs, eutanasia, completamento della legge Biagi, ddl sulle facilitazioni alle imprese, non sono che i molti problemi che il Partito radicale si trova a dovere affrontare oltre, purtroppo, decidere il ruolo che vorrà giocare all'interno di una maggioranza di governo in cui sono voluti stare.

Chissà se queste tre donne hanno pensato "saremo capaci di svolgere questo ruolo"?
Se lo hanno pensato dimostrerebbero un'intelligenza maggiore di quegli uomini che credono di essere "buoni" per tutte le stagioni.
Ma se "buone"non lo saranno, se falliranno, se non dimostreranno di avere i titoli di merito necessari a rappresentare una parte di elettori, le donne sapranno riconoscerlo e non le sosterranno un'altra volta solo perché portano la gonna o i capelli lunghi.
Anche se gli altri, si sa, non aspettano altro che uno scivolone per ricominciare a riproporre le stesse facce che da anni, troppi, si dividono potere e politica.

Dols, novembre 2006

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