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Rosalba Vettori, Roma

Rosalba Vettori, commessa

Lei è bellissima, vorrei intervistarla per il mio sito; avrebbe una sua foto da poter pubblicare?
No, mi dispiace e comunque, mi scusi, non gliela darei, per non essere riconosciuta. Comunque accetto l'intervista (sorride ed è ancora più bella)

Quando ha cominciato a fare la commessa?
Avevo 20 anni, non potevo studiare e dovevo aiutare mia madre.

Se avesse potuto, cosa avrebbe voluto fare invece?
Allora non avevo idee chiare e pensavo che la cosa più importante fosse essere indipendente economicamente. L'idea che avrei potuto decidere della mia vita, con il mio guadagno, mi sembrava una cosa straordinaria.

E con il senno di poi?
Non saprei rispondere. Oggi so che avrei dovuto studiare per fare altre cose ma, per come va il mondo oggi, avrei comunque potuto non studiare e fare carriera ugualmente...

Non capisco; in che modo?
Per esempio nello spettacolo...ci sono centinaia di ragazze che hanno fatto fortuna...sfondato...

Sfondato? E' sicura? Anche se lei è bella...
Diciamo che comunque hanno fatto un po' di soldi o hanno trovato un marito facoltoso...

Forse qualcuno che le ha mantenute, sfruttate? Che le ha usate? Magari peggio...
Si certo; capisco quello che vuole dire ma i rischi ci sono dappertutto. E un pizzico di fortuna ci vuole comunque, per qualsiasi cosa.

Ma lei, insegnerebbe questo alle sue figlie?
Perché no; non insegnare ma condividere, non scandalizzarmi si. Mia figlia più grande, 24 anni, ha cominciato a girare come animatrice turistica, ha girato mezzo mondo, ha imparato due lingue, ora lavora come commessa nel negozio di Lacoste a Parigi dove vive con un ragazzo benestante e chissà...che qualcuno non la noti...è bella.
L'altra fa la segretaria in uno studio di analisi, ha incontrato un medico con cui sta insieme, vedremo...

Insomma lei le vede sistemate?
Spero di si.

Lei è contenta di sé stessa?
Come madre?

Anche...
Diciamo che vedo tante signore che vengono qui a fare shopping: hanno soldi, vanno in vacanza, si curano con creme costosissime eppure...

Eppure?
Quando parlano con me, sa dopo un po' subentra la confidenza...si lamentano, non sono felici...i figli le contestano...

Dunque?
Tiri le somme! Che differenza c'è tra me e loro?

Ma lei legge i giornali?
Certo, non sono un ignorante.

Di tutto quello che succede nel mondo, nel nostro paese, alle donne...non le viene in mente che magari agendo diversamente ognuno di noi può compiere un piccolo cambiamento in altra direzione? Che so...
Si...si...ho capito dove vuole andare a parare. Io penso che non ci sia niente da fare; ognuno nasce con una linea della vita, che ti porta a fare una cosa o l'altra...

Lei è fatalista?
No, credente.

Scusi...(sono disorientata) non capisco.
Credo che ognuno abbia un destino scritto, che chi ci ha creato avrà i suoi buoni motivi perché le cose vadano così.

Rosalba, mi scusi, non voglio sembrarle maleducata, ma lei fa finta di essere così?
(Ride) Avrei potuto dirle tante altre cose...non si scoraggi...magari che avrei potuto fare il medico, la volontaria, la suora, l'insegnante...che so...tante, tante altre cose. Ma io ho avuto una vita piatta che non mi ha dato spunti di cambiamenti.
Se è vero che ognuno si costruisce il destino, si vede che doveva andare così...

Non ha rimpianti?
Vuole sapere la verità? Proprio la verità?

Le sarei grata...
Mi sparerei...(resto perplessa, penso alla prossima domanda e lei mi sorride, guarda l'orologio perché è finita la pausa e se ne va facendomi un ciao con la mano).

Marta Ajò, 2007

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