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DONNE DI GOVERNO: LA NOVITA' STORICA

COMUNICATO STAMPA

Milano, Casa della Memoria
14 gennaio 2022
ore 16-19

Intervenire e trasformare il punto di vista, senza puntare tutto sulle quote rosa o sul potere definito dal mondo contemporaneo: è a partire da questa premessa che Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo propone l'iniziativa DONNE DI GOVERNO. La novità storica che prenderà avvio il prossimo 14 gennaio 2022 dalle ore 16.00 a Milano, presso Casa della Memoria. "E' un percorso di formazione – dichiara Annarosa Buttarelli, Direttrice Scientifica della Fondazione – ideato per tutte le donne che ricoprono una carica politica-amministrativa, desiderose di confrontarsi con altre colleghe che vivono la stessa responsabilità pubblica, fornendo loro un'occasione per approfondire alcune pratiche e saperi che, come un filo rosso, sottostanno a tutte le logiche decisionali di oggi e di domani, per governare efficacemente e per non cadere nella tentazione del dominio".
E' la prima volta che, in Italia, si crea uno spazio trasversale a tutte le appartenenze di partito. In questo spazio di formazione e di relazione si incontreranno donne che hanno passione politica e desiderio di dare il loro contributo alla vita delle comunità, governando in relazione con le altre donne e in autonomia di giudizio e di pratica. La formazione originale che intende offrire la Fondazione insieme alla Lega delle Autonomie Locali Italiane, sostiene questa novità storica, all'altezza della necessità di qualificare il protagonismo femminile diffuso.

Il percorso - che prevede altri tre appuntamenti 28 Gennaio, 11 e 25 Febbraio - desidera attivare un processo di trasformazione delle logiche interne agli organi decisionali, perché "solo l'autorità femminile può originare una pratica capace di rigenerare le istituzioni pubbliche e di governare il mondo senza appropriarsene."

L'incontro di venerdì 14 gennaio, al quale sono invitate tutte le donne elette o rielette alle elezioni amministrative 2021 della città di Milano e delle province lombarde, avrà come tema centrale: "Quando mi hanno votata la prima volta" con l'intenzione di partire da un comune denominatore esperienziale tra le partecipanti per attivare un dialogo che metta a fuoco cosa significa oggi governare in fedeltà alla genealogia femminile.
Interverranno a portare il loro saluto e la loro testimonianza:
– Mara Carfagna, Ministra per il Sud e per la coesione territoriale
– Valeria Valente, Senatrice, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere

– Elena Grandi, Assessora all'ambiente del Comune di Milano
– Andrea Catizone, responsabile Dipartimento pari opportunità di ALI

Gli appuntamenti successivi vedranno la partecipazione di Marina Sereni, Viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Elena Bonetti, Ministra alle pari opportunità e alla famiglia e Barbara Stefanelli, giornalista (in attesa di conferma). Si toccheranno temi che interessano tutti i livelli di amministrazione politica: il governo delle città, il coraggio della dissidenza nella lealtà, la trasmissione tra generazioni.

La partecipazione al percorso è gratuita previa iscrizione: info@scuoladonnedigoverno.it
Per domande o interviste alla Direttrice scientifica della Fondazione Annarosa Buttarelli e alla Presidente Luana Zanella, contattare la segreteria: 339.2187733.

"Oggi si possono vedere due rivoluzioni in corso, che emergono con chiarezza attraverso i nuovi contributi offerti dall'autrice: la rivolta populista e il cammino trasformativo delle donne. Questo lo scenario in cui ci si trova: donne e popolo. La profezia dell'incrocio storico tra avanzata dell'autorità delle donne e ritorno del problema politico del popolo si è avverata come una realtà visibile, e serve lavoro di pensiero e ascolto, che aiuti la posizione sovrana delle donne a strappare il popolo al populismo. (Annarosa Buttarelli, Sovrane, riedizione 2017).
©

FONDAZIONE SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE DONNE DI GOVERNO
www.scuoladonnedigoverno.it
Il 10 aprile 2018 a Mantova si costituisce la Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo che nasce dalla necessità di dare vita ad una realtà che, con autorità, ponga la necessità della genealogia e della
coscienza dei saperi e delle sapienze, costruite nel tempo, del pensiero femminile come patrimonio da
trasferire a uomini e donne. L'impegno della Scuola, in linea con l'obiettivo n.5 dello Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite sul tema dell'uguaglianza e dell'empowerment delle donne, è di offrire un percorso in alta formazione, a uomini e donne, per acquisire competenze professionali, amministrative, politiche e culturali e evitare a tutti i pericoli dell'utilizzo delle modalità di sola tradizione maschile. Intende anche essere istituzione formativa per uomini che desiderano trasformare le loro pratiche di relazione e di lavoro, pubblico e privato per superare le crisi dell'oggi, umane e istituzionali.
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IL PERCORSO

28 GENNAIO 2022| 16.00-18.30 | Sovrane – Per governare le città senza appropriarsene
Marina Sereni, viceministra degli affari esteri e della cooperazione internazionale, indicherà, in un dialogo con le partecipanti, una via "differente" di fare politica e di governare sperimentata nel tempo da alcune
donne protagoniste del passato e del presente.

18 FEBBRAIO 2022| 17.00-19.30 | Il coraggio della dissidenza, nella lealtà
Quante volte all'interno di un gruppo politico istituzionale si può dissentire senza incorrere in dinamiche scorrette? Dialogo con la Ministra Elena Bonetti su questo tema, sempre attuale dai piccoli centri agli schieramenti della rappresentanza nazionale.

25 FEBBRAIO 2022| 17.00-19.30 | La trasmissione alle nuove generazioni
La disaffezione alla politica da parte di molte giovani donne ci interroga su quali siano le fatiche nella trasmissione alle nuove generazioni del senso di responsabilità condivisa dell'impegno pubblico. Con Stefania Santoni e Barbara Stefanelli (in attesa di conferma) un dialogo che vuole sottolineare quali le
chiavi di lettura di questo tempo dove l'attivismo riesce difficilmente a incontrarsi con le istituzioni.

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