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La 'black list' delle regioni che non vogliono le donne

'Noi Rete donne'

Lettera ai Presidenti
Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano ancora dicono NO alla doppia preferenza nelle leggi elettorali regionali

La 'black list' delle regioni che non vogliono le donne: lettera ai PresidentiLunedi, 28/02/2022 -
Ai Presidenti delle Regioni

Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Sicilia

e, p.c. All'onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri,

All'onorevole Ministra dell'Interno,

All'onorevole Ministra dei Rapporti con le Regioni

All'onorevole Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia

Gentilissimi e gentilissime,

siamo ancora una volta a sollecitarvi perché purtroppo dobbiamo constatare che le Regioni da voi amministrate non si sono adeguate alle disposizioni della legge 20/2016 sulla normativa elettorale relative alla doppia preferenza. Mentre vi chiediamo di farlo con la massima urgenza, ricordandovi che siete le uniche Regioni che non hanno provveduto, sottolineiamo l' importanza, ancor più in questo particolare contesto storico in cui occorre dare nuovo impulso per costruire il futuro del nostro Paese, di garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini all'interno dei Consigli regionali.

'Noi Rete donne', che da decenni lavora sul tema della democrazia paritaria, e che ha sempre sottolineato la relazione tra qualità del governo e della democrazia e maggiore presenza delle donne nei luoghi istituzionali ritiene fondamentale l'adeguamento alla Legge su richiamata poiché l'obiettivo della piena integrazione delle donne nei processi decisionali e nella rappresentanza politica e istituzionale è funzionale alla reale attuazione del modello democratico, che fonda la sua legittimazione sulla piena e libera partecipazione di tutti i cittadini e le cittadine alla vita pubblica.

L'uguaglianza fra uomini e donne è un principio fondante di tutte le democrazie moderne e, in Europa, uno degli obiettivi principali che sia gli Stati membri che le istituzioni dell'Unione si sono impegnati a perseguire con specifiche azioni politiche e misure legislative.

La prospettiva della democrazia paritaria concretizza il dettato della Costituzione italiana ma questa non è solo una questione di giustizia e di uguaglianza, è uno strumento di rinnovamento della classe dirigente, è garanzia di maggiore trasparenza e rispetto della legalità, è occasione per migliorare i processi decisionali e i metodi nel modo di fare amministrazione e politica, apportando competenze, determinazione e concretezza.

Vi chiediamo quindi un'assunzione di responsabilità per rendere finalmente compiuto il nostro sistema rappresentativo. Si tratta di una 'emergenza' democratica dei vostri territori: le leggi elettorali vanno adeguate per garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali: lo prevede una legge dello Stato.

Nel caso del perdurare della vostra inadempienza saremo costrette ad appellarci al governo per l'esercizio del potere sostitutivo.

Per NOI RETE DONNE Daniela Carlà, Laura Onofri

Roma, 28 febbraio 2022

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