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Lottare con la mente, fabbricare delle idee

di Maria Vittoria Vittori

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Un prezioso contributo quello emerso dal secondo Focus di Feminism
"Habitat. Ripensar/si nella differenziazione e coesistenza"
che ora è disponibile anche sui canali social di Feminisminism - Fiera dell'editoria delle donne


Lottare con la mente, fabbricare delle idee

"C'è un altro modo di lottare senza armi per la libertà. Possiamo lottare con la mente, fabbricare delle idee" scriveva Virginia Woolf nel 1940, durante un'incursione aerea nel cielo di Londra. La guerra, com'era logico aspettarsi, ha fatto irruzione anche nel secondo Focus di Feminism "Habitat. Ripensar/si nella differenziazione e coesistenza" che, tenutosi mercoledì 27 aprile, è ora disponibile alla visione sui canali social di Feminism. Coordinato da Maria Palazzesi, che opportunamente ha ricordato l'esigenza di mettere all'opera pensieri che "riescano a costruire un percorso di resistenza", ha visto riunite scienziate, epistemologhe, attiviste, ricercatrici e amministratrici per interventi trasversali su questioni della massima importanza e urgenza quali l'emergenza ambientale e la necessità di stabilire nuovi parametri e modalità di coesistenza. In un tale scenario la guerra, come avverte in apertura l'epistemologa Elena Gagliasso - tra le fondatrici dell'associazione Donne e Scienza - svolge un ruolo doppiamente distruttivo: non solo distruggendo persone, territori, ambienti, ma anche "aggredendo le nostre stesse possibilità di pensare alle questioni ambientali, sottraendo attenzione e risorse alla ricerca ambientale transnazionale". E ricorda come un segnale significativo sia venuto dalle scienziate e dalle femministe russe che fin da subito si sono schierate contro la guerra.
Dalla sua esperienza di ricercatrice presso l'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima, la fisica Cristina Mangia ricava preziose riflessioni sulla presunta neutralità della scienza, proponendo di passare da una conoscenza "da nessun luogo" a "un'oggettività forte che includa nel processo di conoscenza gruppi diversi da quelli dominanti, con punti di vista e valori diversi tra loro".
E se l'attivista politica Diletta Bellotti, che allo sfruttamento dei braccianti ha dedicato la campagna informativa Pomodori rosso sangue, ci avverte, nel suo intervento accesamente immaginativo, che se non si vuole precipitare nel vuoto è urgente tirare il freno a mano, "inceppare la nostra macchina mondiale del presente", Francesca Casafina, curatrice con Bruna Bianchi del recente volume Oltre i confini.
Ecologia e pacifismo nella riflessione e nell'attivismo femminista, edito da Biblion, mette al centro del suo intervento l'interconnessione tra tutte le forme di vita, umane e non umane, e tra tutte le forme di dominio e di violenza, che trovano la loro massima espressione nella guerra. Sul terreno dell'amministrazione pubblica ci porta Sabrina Alfonsi, Assessora all'ambiente, all'agricoltura e al ciclo dei rifiuti nella Giunta del Comune di Roma guidata da Roberto Gualtieri, sottolineando come questi tre ambiti siano strettamente collegati tra loro "per costruire una politica di sostenibilità all'interno di una metropoli" e sostenendo la necessità di combinare "un pensiero lungo", volto al futuro, con azioni immediate capaci di incidere nel presente. Un confronto straordinariamente ricco di riflessioni, stimoli, sollecitazioni che in modi e prospettive differenti valgono a creare quella rete motivazionale di cui, oggi più che mai, abbiamo bisogno.

Appuntamento al terzo e ultimo Focus di Feminism "Decolonializzare le arti", organizzato dall'associazione Le sconfinate, in programma in streaming per mercoledì 25 maggio alle ore 18.

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