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Gaming e discriminazione di genere

Comunicato stampa

Ogni donna ha il diritto di far sentire la propria voce. Eppure il 72% delle donne spegne il microfono quando gioca online.

Milano, 10 maggio 2022

Sebbene il 47%* dei gamer italiani siano donne, la discriminazione di genere è un problema molto vivo anche nel mondo dei videogiochi. Le giocatrici online devono, infatti, in molti casi fingere di essere maschi, spegnendo il microfono, per evitare ingiurie e di essere trattate come giocatori di serie B.

E' questo quanto emerge dal video #VoceAlleGamer, un esperimento sociale targato WINDTRE e nato in collaborazione con l'agenzia creativa Wunderman Thompson, che ha ottenuto il primo posto sia ai 'Brand Purpose Awards', concorso dedicato ai progetti nati per esprimere il purpose del brand, sia nella categoria Breaking Barriers di YouTube Works, il premio con cui YouTube, in partnership con ADCI, celebra i talenti creativi che hanno saputo dar vita alle campagne più innovative ed efficaci.

Il video vede protagonista il noto influencer Tuberanza, gestito da in-Sane Management, l'agenzia di numerosi tra i migliori talenti attivi su YouTube, Instagram, Twitch e TikTok.

Tuberanza, all'anagrafe Mirko Pelliccioni, si trova a giocare con una voce da donna e, quindi, a vivere in prima persona quanto succede quotidianamente alle giocatrici. Dopo meno di tre ore Mirko, pur essendo abituato a giocarne molte di più, sconfortato dalla situazione e dalle parole pesanti di altri giocatori, decide di lasciare il campo e farsi portabandiera di un messaggio che invita le donne a battersi per poter essere sé stesse online e giocare ad armi pari con gli altri gamer.

"Siamo davvero orgogliosi che il video, che abbiamo contribuito a realizzare con il nostro Tuberanza, si sia aggiudicato questi importanti riconoscimenti", ha affermato Alberto Martinelli, Executive Director di in-Sane Management!, "Ma siamo ancor più felici", ha proseguito Martinelli, "che #VoceAlleGamer abbia acceso i riflettori sulla discriminazione di genere nel mondo dei videogiochi dove, diversamente da quanto i non addetti ai lavori possano pensare, gli appassionati sono quasi per la metà di sesso femminile e non possono far altro che fingere di essere uomini o accettare di giocare in situazioni poco piacevoli e portando, di fatto, sempre con sé una penalità".

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