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Anna Craxi, ovvero una donna di stile

Di lei si sa poco tranne che è la vedova di Bettino Craxi. Il quale è stato uno degli uomini politici più influenti e significativi della prima Repubblica italiana, che ricoprì la carica di Presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987.

In quel periodo Anna Craxi è stata una moglie presente ma defilata da ogni occasione mondana e soprattutto non ha mai esercitato il ruolo di "prima donna" né usato, o abusato, del potere che poteva derivarle, definendo da subito lo stile che l'avrebbe caratterizzata fino ad oggi.

E' noto che Bettino Craxi è stato un politico molto controverso, ed ancora oggi non tutti concordano sull'analisi del suo operato politico e privato. Di lui si ricorda soprattutto, che venne condannato in seguito alle indagini di Mani Pulite, che lo videro coinvolto insieme a tutto i partiti della maggioranza in un sistema di appropriazione e divisioni di capitali.

Venne condannato; fu l'unico fra tutti i politici coinvolti, e, non riconoscendo la sentenza come giusta, fuggì ad Hammamet, in Tunisia, dove trascorse gli ultimi anni e dove morì da latitante.

Accanto a lui la moglie Anna, fino alla fine.
In questi giorni tutti i media e molti protagonisti politici di oggi ne parlano, in occasione della commemorazione dai dieci anni dalla sua scomparsa; però...
Articoli, interviste, testimonianze e viaggi al cimitero...i soliti noti, i meno noti e gli ignoti aggregati!

La sensazione che si riceve è che il rimpianto per l'uomo sia più rimpianto per se stessi, per ciò che si era e che, insieme alla sua morte, la sua storia, il suo percorso, le sue idee, si è perso; per dire "io c'ero" o "io ci sono".
Fa bene allora Anna Craxi, la vedova si ma soprattutto la moglie di Bettino Craxi a sottrarsi a questi riti.

Non la conosciamo direttamente ma ci appare come una donna fiera; coerente con le cose affermate nel tempo e soprattutto al suo stile, che l'ha vista prima moglie dell'uomo più influente d'Italia negli anni 80, sempre al suo fianco ma senza invadenze. Silenziosa e vicina ancor più dopo, quando la storia di questo Paese ha attraversato una delle più violente pagine della politica italiana che ha travolto il suo uomo. E silenziosa è rimasta durante la permanenza in Tunisia e dopo la sua tragica morte.

Mai un'accusa, mai una recriminazione, mai un'intervista o memoriali. E non è difficile immaginare a quante richieste e a quante lusinghe sia stata sottoposta, in un mondo mediatico che chiede di massacrare i vivi e figuriamoci chi non c'è più.

Ai viaggiatori che arrivano in Tunisia per vedere la tomba di Craxi, di suo marito, ma anche per incontrarsi, lei offre un caffè, ma nulla di più.
Anna Craxi avrebbe certamente molte cose da dire, ma scegliendo il silenzio, da la prova, se ce ne fosse stato bisogno, di quanto una donna, quella donna, sappia mantenere la propria dignità e, in questo caso, le promesse fatte al suo uomo. Null'altro.

Dols, gennaio 2010

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