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La memoria delle donne e le elezioni amministrative

Durante la campagna per le elezioni amministrative del 1985, Annamaria Mammoliti, scriveva che "La speranza è rosa".

"La caccia al voto sta per concludersi. Anche se un po' frastornati, molti elettori e tra questi molte donne, sanno già per chi votare o, malgrado sia una forma di diserzione, perche astenersi. A poche ore dal voto, comunque, vogliamo dire la nostra.

Nei nuovi consigli comunali, provinciali, regionali ci dovrebbero andare persone oneste, che amano la città, che sappiano stare e "scendere" tra la gente, che sappiano decidere. Requisiti fondamentali, ma ancora troppo rari nella vita pubblica anche locale. Una ragione in più per votare bene, scegliendo il partito che più aggrada, ma anche e sarei tentata di dire soprattutto chi nelle liste per capacità, serietà, passione pubblica può riqualificare ed inverare la politica e le istituzioni.

La convinzione, consolidata da anni di esperienza e di impegno, è che competenza, amore, passione civile sono virtù maggiormente diffuse tra le donne ed espresse sia nelle professioni, vecchie o nuove che siano, sia nella vita pubblica.
La nostra prima indicazione, dunque, è: donna vota donna. Bene, ma non basta.
Per noi la gonna, il sesso, non sono i titoli esclusivi, il passpartout per il potere. L' essere donna è per noi non condizione privilegiata da far valere mistificatamente, ma affermazione di una migliore qualità umana e sociale nella professione e nel governo della cosa pubblica, ponendo verità tra tanta menzogna, creatività tra tanta burocrazia, coraggio tra tanta pavità. Insomma, una donna incapace, anche se donna resta incapace. In guardia dunque, da un certo opportunismo femminile:

L'insieme di queste questioni richiamano le donne ad un voto non marginale, non settoriale.
Senza nulla togliere al rilievo che hanno ed al giusto interesse che suscitano le tematiche quali la violenza sessuale, la disoccupazione femminile, la lotta alla droga, dobbiamo sapere che noi eleggiamo donne e uomini, amministratici ed amministratori che, per cinque anni, devono governare le nostre città facendo delle scelte competenti di piano regolatore, di traffico, sanità, sport, ambiente, di bilanci ed investimenti. Convinciamoci: donna vota donna quando possiede quella particolare sensibilità sulla "questione femminile" e quando sa esprimere una visione non settoriale, ma collettiva, umana e sociale dello sviluppo delle nostre città, grandi o piccole che siano. La donna se madre ha bisogno di asili nido funzionanti e di scuole serie, se giovane di riconoscimento dei propri meriti quando lavora, di un posto di lavoro se e disperatamente disoccupata, se anziana di amore e solidarietà sociale organizzata, se e sola di un ambiente urbano amico e non ghettizzante.
Scegliamo donne capaci e un simbolo di progresso. "

Nell'attuale campagna elettorale cui abbiamo assistito fino ad ora, di tutto si è parlato tranne che di questi temi. Le donne in lista non hanno dimostrato di essere diverse dai loro colleghi e la preferenza per un voto rosa ci sembra ancor meno valido. Vogliamo capacità e programmi diversi. Spesso le donne oggi che sono in corsa per essere elette ci hanno fatto vergognare, così come ci fanno vergognare molto spesso con i loro comportamenti privi di necessaria competenza, in parlamento o in altre sedi istituzionali e purtroppo anche tutte quelle che cercano di trovare un posto a spallate, arrampicandosi, mercificandosi.
Ma non ci arrendiamo e vogliamo anche questa volta credere che la "speranza" sia rosa.

Annamaria Mammoliti, purtroppo scomparsa nel 2009, è stata editrice e direttrice del magazine mensile Minerva e di Minerva Time dal 1983, è stata fondatrice e presidente del "Club delle Donne" dal 1982, ideatrice del Premio Minerva ai Saperi femminili.

Dols, maggio 2011

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